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Essa però nulla deve avere in comune con quella del passato, ...

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A questo scopo il nuovo governo ha di fronte una prima strada, facile ma poco ambiziosa: lasciare tutto com'è e provare a metterci uno spirito nuovo. Ma ce n'è anche un'altra, più impervia ma certamente in grado di ottenere risultati sorprendenti. Ed è la strada di gran lungo più giusta. Il nuovo governo può nascere senza ministro (e ministero) dell'Ambiente. Quelle competenze possono essere spalmate sui vari ministeri, che di volta in volta si fanno garanti delle norme in materia nei propri atti o autorizzazioni. Insomma non ci serve un «mister no» che bacchetta tutto e tutti, in nome di un ambientalismo da quattro soldi che diventa spesso ricatto e prevaricazione. Basti ricordare il livello d'impopolarità raggiunto dall'attuale titolare Pecoraro Scanio, per comprendere sino in fondo di cosa stiamo parlando. Ci serve diffondere una nuova politica ambientale cha ha bisogno di cultura responsabile e non di burocrazia. Una politica ambientale che sappia essere parte dei processi di sviluppo come protagonista attivo, mai come passivo censore. Sempre citando R.J. Smith: «la storia dimostra che non esiste trade off tra crescita economica e qualità dell'ambiente, ma un gioco win-win». Un gioco in cui vincono tutti e due. Compia questo atto di coraggio, presidente Berlusconi: cancelli il ministero dell'ambiente. Avrà una poltrona in meno da assegnare ad uno dei suoi. Ma avrà fatto un primo deciso passo in avanti verso quell'Italia diversa che molti si aspettano da Lei. Roberto Arditti

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