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Fabrizio dell'Orefice [email protected] Quelle ...

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Domenico Gramazio, detto «er pinguino», che stappa una bottiglia di spumante e la agita nell'emiciclo. Il siciliano Nino Strano, con il golfino rosso (veniva chiamato il «beniamino dei travestiti») che si infila platealmente in bocca fette di mortadella. Roberto Giachetti, deputato del Pd e rutelliano della prima ora, ha scritto sul suo blog: «La scena di Gramazio che brinda stappando in Aula al Senato una bottiglia di champagne mi ha lasciato basito e mi ha gelato». Il segretario di Catania (città di Strano) del Pd, Luca Spataro, ha chiesto che il suo conterraneo si scusi: «Le scene durante il voto di fiducia che hanno visto "protagonista" il senatore Nino Strano, parlamentare di An catanese, offendono il Senato della Repubblica, ma anche i cittadini catanesi che Strano al di là delle appartenenze politiche rappresenta in quell'istituzione». E Montezemolo ha detto che quello che è accaduto al Senato è stato «uno spettacolo inaccettabile e indecoroso, così almeno è parso alla stragrande maggioranza dei cittadini di questa Italia che sono persone perbene, che lavorano con capacità e onestà in tanti settori, a partire dalla pubblica amministrazione» E loro? Pentiti? Macché, Gramazio rilancia. Ieri nel quartiere romano della Magliana ha organizzato un vero e proprio «Mortadella Party»: veniva distribuita pizza ripiena di mortadellae ai cittadini e sono state anche regalate foto che ritraevano Prodi con la valigia che prende il volo. Il leader Gianfranco Fini li difende: «Non vi viene il dubbio che il senatore che ha stappato la bottiglia di spumante in aula non fosse in perfetta sintonia con la maggioranza degli italiani? O è più indecente portare in Parlamento un personaggio come Caruso?». Fini ha poi partecipato a una puntata di Matrix, il programma di Enrico Mentana. E ha ribadito che in caso di elezioni Silvio Berlusconi sarà il candidato premier di tutto il Centrodestra unito. E Casini? «Con Casini ci sentiamo tutti i giorni - ha risposto -. La pensiamo diversamente. Sono convinto che lui andrà da Napolitano a chiedere un governo tecnico che duri poco e che faccia una legge elettorale sul modello tedesco. Poi però prenderà atto che non ci sono le condizioni, che in Parlamento cioè non c'è una maggioranza per fare questo tipo di riforma, e che si andrà a votare con la legge attuale. A quel punto - ha detto Fini - sono certo che Casini non andrà mai con la sinistra, non sosterrà mai il Pd, non darà mai vita a un centro autonomo: a quel punto dirà a me e Berlusconi di fare insieme il programma. Abbiamo il dovere di essere uniti per rispondere alle esigenze non solo degli elettori del Centrodestra ma di tutti gli italiani». Poi ha fissato i paletti: «L'Italia ha bisogno di un governo e non di una melina. Mi auguro che il capo dello Stato Giorgio Napolitano, nell'ambito delle sue prerogative, ne prenda atto e sciolga le Camere». Non serve un governo di transizione, magari con Gianni Letta premier: «Anche alla fantasia c'è un limite» ha osservato Fini. «Ho grande rispetto per Gianni Letta, ma lei si immagina il Pd che vota la fiducia a un esecutivo presieduto da Letta? Sarebbero davvero alla disperazione...».

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