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Travolto dai rifiuti

Romano Prodi

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Travolto dai rifiuti. Ora ci finisce Romano Prodi, sommerso dall'olezzo maleodorante del centrosinistra che governa Napoli e la Campania da quasi tre lustri. Anche il ministro Di Pietro accusa: «La responsabilità del governo c'è» Dall'ombra del Vesuvio piovono accuse. Il sindaco Rosa Russo Iervolino avverte: «Vedere la città così ridotta fa veramente pena», ma «se tutti dessimo maggiore solidarietà e facessimo meno proclami forse faremmo di più l'interesse dei cittadini». E poi attacca: «Sento di essere rispettosa istituzionalmente, ma al presidente del Consiglio Romano Prodi la possibilità di giungere a una situazione del genere era stata prospettata addirittura l'11 gennaio del 2007 - ricostruisce Iervolino - in una riunione fatta a Castel dell'Ovo dopo una lunga e particolareggiata relazione del commissario governativo di allora, Guido Bertolaso. Stranamente questa riunione non ha avuto ricadute. Dopodichè c'è stato un decreto legge del governo, convertito in legge, che individuava alcuni siti che stranamente non sono stati aperti». Arriva gelida la replica di Silvio Sircana, portavoce del governo: «Non è il momento di fare polemiche: stiamo lavorando». Poi annuncia misure in 24 ore. E quali sarebbero? Prodi sembra girare a vuoto. «Non prenderemo solo una decisione ma un insieme di scelte, sarà un piano ampio a articolato», spiegano a Palazzo Chigi. Il primo punto è il supercommissario, un uomo forte da spedire a Napoli per risolvere l'emergenza e avviare un minimo di pianificazione. L'uomo nuovo dovrebbe essere espressione diretta del presidente del Consiglio. Si è fatto il nome del sottosegretario Enrico Letta poi smentito. Ma anche quello di un altro sottosegretario, Enrico Micheli. Ed è circolata anche l'ipotesi che possa essere lo stesso premier ad assumere un incarico diretto. Da Palazzo Chigi fanno sapere che «non è tempo di commissari politici, il responsabile sarà nella piena operatività». Quindi è possibile che venga rinominato il prefetto Pansa. Il piano prevede che «quattro discariche già indicate nel decreto del maggio scorso, una per ognuna delle province della Campania e due siti della difesa», ha detto Letta durante Porta a Porta. Non ha escluso rifiuti fuori regione, tanto che il leghista Maroni, in studio, ha detto di temere blitx di sacchetti verso il nord. Il piano prevede anche che l'immondizia venga inviata in regioni limitrofe: Lazio, Molise, Basilicata e anche Sardegna. Saranno aperti cinque nuovi siti (tra cui anche quello di Pianura) e tre saranno messi a disposizione dall'Esercito. Sarà accelerato il piano per la realizzazione del termovalorizzatore (Letta ha detto che quello di Acerra sarà aperto nella tarda primavera, data contestata da Bassolino: ci vuole un anno) e due nuovi saranno avviati: uno a Salerno, un altro in una zona riservata.

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