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Rovati: «Su Telecom troppi veleni»

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Marco Tronchetti Provera e Angelo Rovati furono costretti alle dimissioni subito dopo la pubblicazione di un piano sul futuro di Telecom che portava l'avallo di Palazzo Chigi. Tutto ruotava sul ruolo della Rete e sull'ingresso di colossi stranieri nel capitale di Olimpia. Pochi giorni fa un articolo di Milano Finanza ha riacceso la miccia su polemiche mai sopite. Il teatro è quello di Villa Fungarino, sullo sfondo il matrimonio di Matteo Montezemolo. Secondo la puntuale ricostruzione giornalistica, Rovati si sarebbe rivolto così all'ex numero uno di Telecom: «Dottor Tronchetti, lo sappia, sono pronto a testimoniare in qualsiasi circostanza che io e lei, io per conto della presidenza del consiglio, lei come presidente e maggiore azionista di Telecom, un accordo lo avevamo trovato e positivo sia per l'azienda che per il paese. Non ho ancora oggi scoperto chi alle 22 e 23.30 di quel giorno, quando il presidente Prodi era in visita al presidente del Senato, Franco Marini, lo abbia chiamato al telefono e gli abbia fatto cambiare idea...». La smentita ufficiale di Rovati arriva solo dopo che il sito Dagospia di Roberto D'Agostino riprende l'articolo di Milano Finanza. Ma già poche ore prima al telefono era stato perentorio. «Che follia. Stavo camminando verso Luca Cordero di Montezemolo - racconta Rovati al Tempo - quando il presidente di Confindustria, vedendomi a poca distanza da Tronchetti Provera e dall'editore di Milano Finanza, si è rivolto scherzosamente all'ex presidente di Telecom chiedendogli di rivolgersi a me per preparare un Piano Pirelli». D'accordo, ma cosa vi siete detti? Non può essere tutto qui. «No - prosegue Rovati - ho parlato cordialmente con Tronchetti dicendogli che ero dispiaciuto per come erano andate le cose. Una conversazione durata 30 secondi quindi tutto quello che è stato riportato è puramente fantasioso». Insomma, nessun dietrofront da parte sua? «Quello che dovevo dire l'ho detto alla magistratura. Poi in 30 secondi sarebbe stato difficile ripercorrere tutte le tappe del caso Telecom, non trova?». I rapporti tra Prodi e Rovati non sembrano dunque in discussione. Non si profila all'orizzonte un «tradimento» su chissà quale segreto. «Assolutamente. Credo che il problema sia stato un altro. Quando Tronchetti ha analizzato il piano doveva dire subito che non lo riteneva idoneo. Sarebbe stato cestinato e tutto si sarebbe risolto in modo diverso». Probabile. Ma la politica non dovrebbe rimanere fuori dalle scelte e dalle strategie aziendali? «Alla fine mi sembra che abbia vinto il mercato. Non voglio entrare nel merito della questione, mi limito solo ad osservare che tutti coloro che invocavano la libertà del mercato da ogni condizionamento possono ritenersi soddisfatti». Un giudizio sull'attuale assetto di Telecom? «Credo innanzitutto che occorra dare atto a Tronchetti di aver gestito coraggiosamente la società in un periodo difficile. La nuova Telecom ha davanti sfide molto importanti ma è dotata di tutti i mezzi necessari per poter vincere».

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