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Rai, bufera su Caprarica

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La seconda riguardo la trasmissione «Radio anch'io» in cui è stata tagliata la comunicazione all'azzurro Paolo Bonaiuti impedendogli così di replicare all'ex leader dei Ds Piero Fassino. Ma andiamo con ordine. Sulla questione della direttiva interna il direttore ha annunciato che sui «falsi propalati da Il Tempo, impegnato ormai da un anno in un'opera costante di denigrazione e diffamazione dei Gr, sarà invece l'Autorità giudiziaria a pronunciarsi, su nostra iniziativa, e speriamo al più presto». Per quanto riguarda invece l'accusa di aver messo il silenziatore alla notizia della sfiducia a Petruccioli il direttore si è difeso spiegando che «i nostri ascoltatori sanno bene che questa notizia ha aperto già il giornale delle 15 del 24 ottobre ed è stata poi costantemente di apertura o di spalla in tutte le edizioni successive fino a quella delle 8 del mattino dopo». Un Caprarica che però non si è limitato a rispondere a Il Tempo ma ha rimproverato anche il presidente Landolfi, «reo» di avergli chiesto di scusarsi con «quegli abbonati Rai che ieri, come pubblicato dal quotidiano di piazza Colonna, non hanno potuto apprendere dai giornali radio che la commissione di Vigilanza aveva sfiduciato il presidente Petruccioli». Da qui il rammarico di Caprarica che si «duole» che Landolfi non sia «fra gli ascoltatori dei nostri Gr» usando «come fonte il quotidiano Il Tempo» per apprendere la notizia della sfiducia in Vigilanza di Petruccioli». Passa un'ora ed arriva la risposta di Landolfi che ribadisce all'ex inviato Rai che «non si capisce se Caprarica smentisca quanto riportato oggi dal quotidiano Il Tempo, e cioè che ci sia stata una direttiva dello stesso Caprarica». Il «Caprarica day» però non finisce qui. L'altra tempesta è scoppiata a «Radio Anch'io» dove il presunto taglio del collegamento al forzista Bonaiuti ha innescato la reazione degli «azzurri». È proprio il portavoce del Cavaliere a reagire duramente rivolgendosi a Fassino per ricordargli che «un cenno cortese di scuse o quantomeno di giustificazione risponderebbe ai sani principi dell'educazione». Non da meno il capogruppo di FI in Vigilanza, Giorgio Lainati che dice: «È un episodio che si inquadra nella strategia di occupazione militare della Rai e dell'informazione da parte della sinistra». Per Fassino risponde il suo portavoce Gianni Giovanetti che parla di «nervi tesi in chi tenta spallate e le fallisce tutte». Ma anche in questo caso la risposta del direttore non si fa attendere chiarendo che Bonaiuti è «una delle voci politiche più frequenti nelle nostre trasmissioni». Poi a sera la telefonata di chiarimento con tanto di spiegazione che è stato un disguido tecnico a far cadere la linea. Tutto chiarito, quindi? Forse, anche se resta la questione della direttiva interna sulla sfiducia della Vigilanza a Petruccioli.

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