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Moratti in pole, la Brambilla scalpita

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A chi pensava Sandro Bondi quando parlava di una donna come possibile erede di Berlusconi? Esiste o il coordinatore azzurro ha solo buttato un sasso nello stagno? A via dell'Umiltà sono in molti ad essere convinti che, quella di Bondi, non sia una semplice provocazione, ma che la «donna del mistero» abbia un nome e un cognome: Letizia Moratti. Sarebbe lei, ad oggi, la favorita per raccogliere lo scettro dalle mani del Cavaliere. Dopotutto il curriculum vitae del sindaco di Milano parla da sé. Presidente della Rai durante il primo governo Berlusconi (1994-96), ministro dell'Istruzione nel secondo esecutivo presieduto dal Cav (2001-2006), sindaco in quota Forza Italia. Non si può certo dire che Berlusconi nutra antipatia per Letizia. Ma la Moratti potrebbe giocare una carta in più visto che anche l'Udc, l'alleato più difficile del Cavaliere, la vedrebbe bene sulla poltrona di leader del centrodestra. Il vice presidente del Senato Mario Baccini lo ha detto senza mezzi termini: «Fa bene Sandro Bondi a parlare del dopo Berlusconi e ha ragione a ipotizzare una donna leader. Io vedrei bene Letizia Moratti». Insomma sembra veramente difficile scalzare il sindaco di Milano dalla pole position anche se c'è chi ci sta provando. Su tutti spicca il nome di Michela Brambilla determinata presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio che, in questi mesi ha fatto breccia nel cuore del Cavaliere. Al punto che Berlusconi in persona l'ha chiamata per guidare, a livello nazionale, il coordinamento dei Circoli della Libertà. Iniziativa che il leader azzurro ha fortemente voluto per allargare la partecipazione politica anche a coloro che non vogliono iscriversi a nessun partito. E la «rossa» Brambilla ha fatto centro visto che, secondo gli ultimi dati, sono circa 400mila gli aderenti. Una outsider di tutto rispetto con cui la Moratti dovrà, necessariamente, fare i conti. Ma non è la sola. Alcuni danno in ascesa anche Daniela Santanché che, negli ultimi mesi, è stata spesso vista in compagnia del portavoce del Cavaliere Paolo Bonaiuti. Difficile, però, che la deputata di An possa passare in FI visto che Berlusconi non farebbe mai uno «sgarbo» del genere a Gianfranco Fini. Meglio allora concentrarsi su via dell'Umiltà dove si sta lentamente facendo strada un gruppo nutrito di «volti nuovi», soprattutto donne, che non staranno certo a guardare. Si tratta di deputate alla prima legislatura come l'ex attrice Fiorella Ceccacci, la coordinatrice regionale della Lombardia Mariastella Gelmini, quella dell'Alto Adige Michaela Biancofiore, la «bionda» Laura Ravetto e l'ex soubrette Mara Carfagna che, nonostante la giovane età, ha già dato filo da torcere ad Elisabetta Gardini nella corsa al ruolo di portavoce del partito. E non va certo dimenticata Stefania Prestigiacomo che, però, sembra aver perso posizioni. Insomma le donne non mancano anche se è molto probabile che, alla fine, sarà Berlusconi a scegliere la «più bella del reame». Fino ad allora i giochi sono aperti. N. I.

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