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«I sondaggi dicono che siamo in ripresa»

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L'ex presidente della Camera: «Non vogliamo nulla da FI, siamo diversi»

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Così il leader centrista Pierferdinando Casini a margine dei lavori della riunione del Partito popolare europeo a Meise, che ha spiegato anche come il suo partito abbia «deciso di prendere una strada diversa rispetto a quella della federazione del centrodestra indicata da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega» «Ho un grande rispetto per la federazione che ha lanciato Berlusconi - ha detto - sicuramente collaboreremo all'opposizione in questo Parlamento e nel Paese, ma naturalmente la nostra è una strada diversa. Ho visto che Berlusconi dice "ma cosa vuole Casini?", noi non vogliamo proprio nulla». «La strada dell'Udc - prosegue Casini - è parallela e questo non significa uguale. C'è una diversa sensibilità che non significa necessariamente antagonistica. Vedo che anche i sondaggi, dopo una prima fase di difficoltà, comprensibile perchè si trattava di far capire una svolta, danno il segno del grande interesse che c'è per il nostro partito». A fargli eco, il segretario centrista Lorenzo Cesa: «Ci pare che i sondaggi di Berlusconi sull'Udc si siano limitati solo agli elettori di Palazzo Grazioli o a quelli delle sedi di Forza Italia. I dati di cui noi disponiamo, e che sono stati anche pubblicati sui maggiori quotidiani italiani, dicono esattamente il contrario». È questa la replica al presidente di Forza Italia, che accredita l'Udc del 3,8% e l'intero centrodestra del 57%. «L'Udc - aggiunge Cesa - continua a crescere nelle intenzioni di voto e negli indici di gradimento. Sarà nostra premura portare i dati a conoscenza dell'ex presidente del Consiglio». Da Bruxelles, Casini ha spiegato anche che «ho registrato qui, nei colloqui con gli esponenti del Partito popolare europeo, che c'è un grande interesse per uno sfondamento al centro e io credo che questo sia il mio ruolo. Naturalmente nell'interesse dei moderati italiani». E non risparmia un'ultima stoccata a Berlusconi e agli altri alleati: «Chi non l'ha capito in queste settimane è destinato a capirlo nelle prossime». Sul fronte delle amministrative del prossimo anno invece, assicura l'ex presidente della Camera, nel 90% dei casi l'Udc si presenterà con la Casa delle libertà. «Non c'è motivo - conferma il leader dell'Udc - per cambiare le alleanze alle amministrative. Può darsi che ci siano eventi o momenti locali in cui si possano privilegiare alleanze di centro, ma queste sono cose che si decideranno in sede locale». Insomma, in linea di massima « al 90% le nostre alleanze saranno con l'opposizione». L'Udc non farà mai la ruota di scorta di Prodi. Rispondendo a chi chiedeva se l'Udc fosse pronta a collaborare con il Governo di Romano Prodi, Casini ha detto: «No, certamente non siamo disposti a fare la ruota di scorta di Prodi non la faremo nè oggi nè mai. Mai immettere la nostra credibilità in un governo che di credibilità ne ha assai poca». Casini ha tuttavia sottolineato che «uno sforzo collettivo con una partecipazione più ampia potrebbe porre un interrogativo non solo per l'Udc ma anche per le altre forze del centrodestra». La storia del centrodestra e dell'Udc, ha sottolineato ancora Casini «mi sembra sia parallela. Naturalmente ciò non significa che sia la stessa, ci sono diverse sensibilità, ma non è antagonista».

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