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Modifiche all'imposta sulle successioni, al Tfr e all'Irpef

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Un passo in più è invece stato fatto per il decreto fiscale: oggi si dovrebbe cominciare a votare gli emendamenti in Commissione Finanze (oltre mille di cui una trentina del governo). Al proposito resta l'attesa di verificare la soluzione che il governo troverà in materia di successioni. Anche il Tfr resta uno dei nodi principali da sciogliere ma i tempi sono meno stretti perché la norma è contenuta proprio nel disegno di legge finanziaria. Si studiano anche possibili ritocchi su Irpef e Suv. Sul fronte politico è sempre braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. È una Finanziaria «di equità», ha ribadito il premier Romano Prodi rispondendo indirettamente a Zapatero che in un'intervista aveva detto che un governo di sinistra deve fare riforme di sinistra. Prodi ha rilevato che «la Finanziaria finalmente comincia a invertire un andamento che portava i ricchi a essere sempre più ricchi e soprattutto i poveri a essere sempre più poveri». Negativo invece il giudizio di Fabrizio Cicchitto di Forza Italia: «Può avere conseguenze devastanti anche sul terreno dell'ordine pubblico». Modifiche però sono invocate sia dalla compagine governativa (Mastella: «dovrà essere mitigata») che dagli scranni dell'opposizione (Alemanno: «bisogna fare di tutto per alleggerire il peso su imprese e famiglie»). Ecco tutte le questioni aperte sulle quali si sta studiando una eventuale modifica. Successioni. La norma sull'aumento dell'imposta di registro in caso di donazione e successione dovrebbe essere cancellata e sostituita da una vera e propria tassa di successione sui grandi patrimoni. La soglia oltre la quale si dovrebbe pagare sarebbe stata fissata a circa 1 milione di euro ma non sarebbe stato ancora sciolto il nodo se tale somma abbia come riferimento il valore di mercato o quello catastale. Per il sottosegretario all'Economia Mario Lettieri «una ipotesi alla quale si sta lavorando è quella di fissare come soglia 1-1,2 milioni di euro a valori di mercato, salvando dunque tutti i patrimoni sotto i 2 miliardi delle vecchie lire. Cambiare questa norma è saggio perchè risponde agli impegni presi in campagna elettorale ed è anche un atto di equità». La proposta di modifica del governo potrebbe arrivare anche oggi: il problema infatti dovrebbe essere risolto alla Camera se si vuole evitare al decreto una terza lettura. Tfr. Il governo sta studiando una soluzione per escludere le pmi. Tra le ipotesi sulle quali si sta lavorando quello di non applicare la norma alle imprese con meno di 100 addetti. Irpef. Non è escluso un ritocco alla rimodulazione delle aliquote: secondo fonti della maggioranza, i tecnici del Tesoro starebbero lavorando sulla questione per valutare alcuni effetti distorsivi che si creerebbero per alcune fasce di reddito medio-basse. L'obiettivo è quello di garantire che tutti i contribuenti sotto i 40.000 euro abbiano un vantaggio dalla nuova Irpef. Suv. La super-tassa dovrebbe colpire i gipponi non solo in base al peso ma anche in base alla potenza e alle emissioni. Questo farebbe escludere dal super-bollo i minivan utilizzati dalle famiglie o per piccoli trasporti di lavoro. Moto, calciatori, assunzioni. Alcune modifiche di fatto hanno già trovato la loro formulazione con i 32 emendamenti al decreto fiscale già depositati dal governo. Tra questi c'è il bollo gratis per 5 anni per i nuovi motorini Euro 3; l'estensione della stretta sui controlli fiscali dai calciatori agli altri atleti professionisti; il via libera a qualche assunzione nei tribunali amministrativi, alla Covip, all'Autorità tlc, al Garante della Privacy; la formalizzazione del bonus di circa 15 euro per ogni 730 trasmesso dai commercialisti.

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