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Giordano non molla e difende il Prodino

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Il segretario sull'Afghanistan: «Si sta delineando una nuova politica estera»

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Ci sono forze contrarie a un esecutivo alternativo a Berlusconi». Il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano commenta così, a margine dell'assemblea dei segretari regionali del partito, l'assemblea romana che è stata organizzata, tra gli altri, anche da alcuni «parlamentari dissidenti» di Rifondazione. «Ma noi - prosegue Giordano - non siamo su quella linea». E anche per quanto riguarda la linea del Prc nei confronti dei «dissidenti», Giordano sottolinea l'importanza che «dall'assemblea dei segretari regionali sia arrivata la condivisione della nostra linea politica che chiede ai dissenzienti di recedere e rispettare il vincolo politico». «Manterremo saldo - sottolinea Franco Giordano - il rapporto con il movimento pacifista e siamo interessati alle posizioni di Rinaldini, Arci, Tavola della Pace anche quando non sono lineari con le nostre», ma «altra cosa - ribadisce - è il rapporto con il governo». Per il segretario di Rifondazione resta dunque importante l'autosufficienza della maggioranza sul decreto per il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero, una posizione che è stata condivisa «all'unanimità dall'assemblea dei segretari regionali del partito che ha sottolineato la necessità dell'autosufficienza per quanto riguarda tutte le partite internazionali». Il voto compatto del centrosinistra sarebbe anche lo strumento per «evitare alibi a qualsiasi ipotesi neocentrista sempre sulla porta». A chi gli chiede poi se verrà posta la fiducia sul decreto legge per l'Afghanistan a Palazzo Madama, Giordano non risponde direttamente ma dice: «Alla Camera comunque non sarà così. Trovo giusta la mediazione prodotta sull'Afghanistan con la mozione che prevede il superamento di Enduring Freedom e la verifica sulle missioni», nonché «con la valorizzazione del ritiro dell'Iraq». Giordano non ha dubbi: «Si sta delineando una politica estera nuova. Dobbiamo evitare che sia interrotta». Ma Giordano non è il solo ad attaccare i «pacifisti». Anche Marina Sereni, vicepresidente del gruppo dell'Ulivo alla Camera non ha dubbi: «È un'area di movimento che si colloca su posizioni antagoniste, a prescindere. Sono contro il Governo, tout court». Per la Sereni coloro che hanno partecipato all'assemblea romana sono «una parte del movimento della pace e non di quella più consistente».

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