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«Il capo dello Stato non doveva esprimere giudizi politici»

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È il commento di Francesco Giro, deputato di Forza Italia. «Se da un lato - aggiunge - il capo dello Stato non intende esprimere un giudizio su Berlusconi, quando gli viene chiesto se il leader della Cdl abbia contribuito al clima di scontro, avallando così il sospetto che questo sia anche il suo convincimento, dall'altro lato sempre Napolitano non risparmia lodi al neopresidente del Consiglio Prodi al quale riconosce pazienza e capacità di leadership quando sostiene che riuscirà a tenere unita la sua maggioranza, nonostante la fragilità che la caratterizza sul piano parlamentare. Sono valutazioni politiche - conclude Giro - che forse un capo dello Stato appena eletto e nel modo che sappiamo avrebbe dovuto e potuto evitare proprio per superare quel clima di forte contrapposizione politica che lui stesso ha denunciato». Per il leghista Roberto Calderoli «il clima nel Paese potrà rasserenarsi solo quando chi, come Napolitano, che è il garante della Costituzione, interverrà per ristabilire la verità e quindi verificare se siano veri e meno i voti che hanno determinato l'improbabile maggioranza di Prodi; maggioranza che, tra l'altro, ha eletto lo stesso presidente della Repubblica». Fino ad ora, aggiunge Calderoli, «segnali di arcobaleno non ne abbiamo visto nessuno ed è difficile pensare ad un dialogo con persone che parlano solo il russo...». La Voce repubblicana, quotidiano del Pri, esprime «stupore» per i giudizi sul governo espressi dal presidente della Repubblica. «Siamo sorpresi - si legge sul quotidiano - che il capo dello Stato, che si era pur preoccupato di voler ricomporre le fratture del paese, esprima giudizi politici come quelli relativi alla scarsa coerenza dell'impegno europeo del governo Berlusconi». La Voce repubblicana dice di voler credere che Napolitano «sia stato male intepretato», altrimenti «si tratterebbe di un brutto incidente. In cosa infatti il governo Berlusconi non è stato coerentemente europeo? Forse che l'Inghilterra non è Europa?», domandano i repubblicani, per i quali «l'Inghilterra del laburista Blair rappresenta meglio l'ideale europeo di quanto possa farlo la Francia del conservatore Chirac». «E comunque - rivendica il Pri - l'impegno del governo Berlusconi è stato quello di evitare uno strappo fra la Francia di Chirac e l'Inghilterra di Blair».

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