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Lo sprint della Cdl E l'urna è incerta

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Nicola Piepoli, forse il più noto sondaggista italiano, tira fuori una massima di Schumpeter per dire in modo elegante che è difficile, quasi impossibile, dire come andrà a finire il 9 aprile. «La vittoria del centrosinistra proprio perché sembra ovvia può essere facilissimamente smentita dai fatti», ammette Piepoli. Berlusconi insomma potrebbe riservare l'ennesima sorpresa. L'imprevedibile è alle porte. Tanto più a nove giorni dal voto, con il divieto di pubblicare sondaggi e cifre e dati che viaggiano in piena anarchia. «Doveva essere una garanzia per gli elettori il black out sui sondaggi, ma invece finisce per ingenerare ancora più confusione» si lamenta Alessandra Ghisleri, di Euromedia Research, considerata la sondaggista di Berlusconi. Che aggiunge: «Quello che si può dire con sicurezza è quell'enorme divario tra centrodestra e centrosinistra non c'è più». E infatti nelle sedi di partito circolano numeri assolutamente contraddittori. Ma non bisogna stupirsi, come dice Antonio Noto, (Ipr marketing, lavora con Repubblica e Sole 24 ore), fa notare che ormai «il sondaggio è diventato uno strumento di comunicazione politica». E allora i numeri vengono usati per galvanizzare i propri sostenitori e per insinuare nell'avversario il dubbio della sconfitta. Certo «il sondaggio, in questo modo, rischia di essere la vittima sacrificale dello scontro politico», continua Noto. Piepoli concorda e rilancia: «Anche in queste elezioni la posta in gioco è il prestigio del nostro lavoro». Certo è campagna elettorale molto particolare, senza più collegi uninominali, senza più preferenze, i partiti hanno dovuto inventarsi un modo diverso per rapportarsi agli elettori. Per alcuni è stato più facile. «Berlusconi - dice la Ghisleri - è il vero protagonista di questa campagna elettorale. In termini di marketing è un prodotto che vende e tanto». E così è riuscito a recuperare almeno in parte il notevole svantaggio iniziale. «È difficile dire che possa aver addirittura superato lo svantaggio - conferma la direttrice di Euromedia - quello che è riuscito a fare però è riaccendere l'interesse per la politica». E per Noto «Berlusconi è stato il vero protagonista di questa campagna. Ha riattivato il suo elettorato, è diventato l'ago della bilancia che determinerà chi saranno vincitori e vinti. Forza Italia così è cresciuta molto, mentre gli altri partiti hanno gli stessi consensi dell'inizio». Per esempio nel Lazio, dove è già in corso un processo nell'Unione per aver sottovalutato la situazione. Invece Roberto Weber, presidente di Swg (vicino ai Ds) non crede alle sorprese: «Di certo l'iperattivismo di Berlusconi avrà un effetto positivo su FI, ma non credo proprio che cambierà il risultato complessivo». Ma l'imprevedibile è alle porte? «Mai sottovalutare Berlusconi. Il premier ha saputo agitare le paure reali delle persone, che infatti fanno la fila dai notai per fare donazioni e passaggi di proprietà prima che la sinistra arrivi a tassare tutto e tutti. Vedremo quanto peserà». Ma l'ultima settimana è fondamentale se come dice Noto, «è in questi sette giorni che si muove il 60% degli indecisi», che tra l'altro «nelle ultime tornate elettorali si sono sempre spostati più a destra». La fine insomma non è nota. Ma davvero la magiore affluenza aiuta la Cdl? La Ghisleri ne è convinta: «C'è ancora un grande argine per richiamare la gente al voto. Questo potrebbe aiutare Berlusconi e stravolgere tutte le previsioni». Il 10 aprile sapremo tutto.

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