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La Cdl snobba Nanni: «Non lo andremo a vedere»

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Fini: «Quel tipo di cinema non mi appassiona. E comunque non vale la pena fare polemiche»

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Inizia il ministro dell'econmia Giulio Tremonti durante la registrazione del faccia a faccia con Antonio Di Pietro a «Matrix». Durante il confronto vanno in onda spezzoni del film alla fine Tremonti commenta: «Va rispettata come opera di ingegno, ma penso che agli italiani di questo non gli può fregare di meno». Il ministro, però, chiede anche che finisca la «campagna di odio» verso Forza Italia. «Rispetto i nostri avversari ma quando hai una forza politica con milioni di voti non puoi ignorare che dietro questa forza politica, di cui mi onoro di far parte, ci sono milioni di elettori e non tutti — ironizza — sono ladri. Bisogna aver rispetto degli italiani e basta con questa campagna d'odio». Taglia corto il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini: «Non credo di andarlo a vedere perché non amo quel tipo di cinematografia. Ma anche qui non vale la pena di fare polemiche su queste cose. Si giudica quel che si conosce, e io il film non l'ho visto. Ho visto che anche nel centrosinistra qualcuno si chiede se non sarà un boomerang. Cerchiamo però di non confondere e di non mescolare quella che è la campagna elettorale, con l'arte e una attività nobile come la cinematografia». Michele Bonatesta, esponente di An e membro della commissione di vigilanza della Rai invece è convinto che «Il caimano» porterà voti alla Cdl: «Il film di Nanni Moretti è un'invettiva contro Berlusconi e contro tutto ciò che egli rappresenta, condita naturalmente, come sempre nei girotondisti giacobini alla Moretti, dall'accusa alla sinistra di non essere abbastanza di sinistra, di non combattere abbastanza il Caimano». «Questa pellicola, insomma — prosegue — è il paradigma dell'antiberlusconismo, la summa dell'ossessione antiberlusconiana della sinistra, per la quale "Il Caimano" si è pappato l'Italia e l'ha devastata. Non a caso il film morettiano piace a l'Unità, a la Repubblica e al giustizialista e forcaiolo Di Pietro. Meno male che un film del genere esce nelle sale cinematografiche proprio adesso, in tempo utile per le elezioni: sono tutti voti per la Casa delle libertà. Grazie Nanni, sei tutti noi!». Ostenta invece una superiore indifferenza il ministro della giustizia Roberto Castelli: «Non andrò a vedere "Il Caimano". I film militanti mi annoiano». «Non capisco questo battage su un film come tanti altri — prosegue — durante le elezioni americane Michael Moore portò una sfortuna terribile alla sinistra, sarà così anche stavolta». Secondo il ministro si tratta della «solita operazione mediatica che poi si esaurisce nel circuito degli addetti ai lavori. Se il film è buono farà cassetta, se non lo è nessuno andrà a vederlo». Moretti, conclude, «è stato bravissimo a suo tempo a prendere in giro questo personaggio della sinistra, sempre un pò triste, sfigato e arrovellato. Diciamo che è il Woody Allen italiano. Ma venti anni fa aveva ragione di essere, oggi mi sembra che rimastichi le stesse cose. Non voglio però criticare un film che non ho neanche visto, magari è bellissimo». Infine Vittorio Cecchi Gori, candidato nelle liste della Lega-Mpa: «Moretti con quel film vuole fare solo soldi con la politica. Ecco perchè questo film arriva solo ora».

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