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Rutelli confessa

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«Mia moglie più a sinistra»

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..Lei è un po' più di sinistra di me...». Torna il privato nella comunicazione politica. Il modello dettato da Berlusconi fa proseliti. A imitarlo è Francesco Rutelli che intervenendo a Rtl 102.5 alterna il messaggio politico a spezzoni di vita privata. Rutelli rivela che sta con la Palombelli da 26 anni e che «forse proprio perchè non siamo identici ci vogliamo bene». Qualche frizione forse c'è, però, nel momento in cui si tratta di mettere mano ai lavori di casa. «Se devo mettere su un uovo - si prende in giro Rutelli - va a finire che si devono chiamare i caschi blu dell'Onu». Del governo Berlusconi Francesco Rutelli salverebbe «la patente a punti, la limitazione del fumo nei locali pubblici e...». Poi il leader della Margherita è tornato a scherzare sul tormentone del «bello guaglione». Complice l'abilità della conduttrice («lei è una brava giornalista, mi sta facendo parlare molto») Rutelli rivela l'origine dell'appellativo che il leader dell'Unione Romano Prodi gli affibbiò nei giorni caldi delle polemiche interne alla Margherita. «È stata Sophia Loren, la più bella guagliona d'Italia, la fonte di questa espressione», sottolinea scherzando Rutelli. «Ma Prodi l'ha detta veramente questa frase?», chiede la conduttrice. «Si l'ha detta ma voleva dire che a me dicono bello guaglione e a lui nessuno lo dice». «Ma insomma conta essere un bell'uomo in politica?», domanda infine la conduttrice. «Al 50 per cento sì - risponde Rutelli - perchè conta la presenza, ma al 50% danneggia, perchè suscita più antipatie». Confessa anche i suoi difetti come l'ipocondria e scherza con la giornalista che lo sta intervistando («All'inizio mi chiamava onorevole, poi Rutelli, arriverà a chiamarmi Francesco...»). Alla fine ammetterà lui stesso di «essersi lasciato un po' andare». «Il mio difetto - ammette - ma solo per gli altri», poi, è quello di «essere laziale». E d'altra parte segue i biancoazzurri da sempre: «Io - sottolinea - la Lazio la prendo come la passano, perchè sono un abbonato, un tifoso appassionato che l'ha seguita anche a Campobasso quando rischiava la retrocessione dalla serie C».

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