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«Anche lui è andato dal presidente delle Generali come ha fatto D'Alema»

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Berlusconi sembra ignorare i segnali che arrivano dagli alleati che in modo più o meno esplicito continuano a sollecitarlo a cambiare strada, mollando l'osso del caso Unipol. Non gliene importa nulla di essere solo contro tutti anzi appena può, nelle sue serali passeggiate romane, ci ironizza anche sopra. Anche tra i suoi più stretti collaboratori c'è chi si comincia a chiedere fino a quando continuerà questa strategia e soprattutto se in fondo a questa strada c'è un risultato elettorale positivo. Perchè il nodo è tutto qui: quanto vale in chiave elettorale tutto questo baillame e se taburellare senza sosta su questo tema avrà un impatto favorevole sugli elettori. Ma il premier questa volta sembra aver voglia di sfidare anche i sondaggi e va dritto per la sua strada convinto più che mai che occorre battere il ferro finchè è cado. Sicchè ieri con una nota di Palazzo Chigi, Berlusconi ha sottolineato che si tratta di una «coincidenza davvero singolare» la girandola di incontri che la scorsa estate, nei giorni caldi della scalata alla Bnl dell'Unipol, Romano Prodi e Massimo D'Alema hanno avuto separatamente con il presidente delle Assicurazioni Generali Antoine Bernheim. Berlusconi ironizza sul fatto che Prodi dice su alcuni giornali che «presto andrà a incontrare Bernheim ma si dimentica di dire che lo ha già incontrato non molto tempo fa. Guarda caso - afferma il premier - nei giorni caldi dell'offerta pubblica di acquisto sulla Bnl». Lo stesso vale per D'Alema che «per gentile suggerimento del presidente degli Industriali del Lazio Valori, si è dovuto ricordare di essere andato, anche lui, a cena con lo stesso presidente delle Generali». Quello che non quadra al presidente del Consiglio è che «all'improvviso l'estate scorsa, nel giro di pochi giorni, tutti i leader dell'Unione sentono il bisogno di incontrare chi detiene dell'8,7% decisivo della Bnl che in quel momento era sottoposta all'offerta pubblica di acquisto di una grande banca spagnola a cui si opponeva il tentativo di scalata dell'Unipol». Berlusconi poi sottolinea che però «tutti questi commensali insistono nel dire che con Bernheim di tutto hanno parlato tranne che della vicenda Unipol». La nota di Palazo Chigi arriva in un giorno che tradizionalmente Berlusconi dedica agli incontri ad Arcore. Ma il lunedì in campagna elettorale è un giorno come un altro e non ci possono essere momenti di silenzio. In serata il premier ha cenato con i vertici della Lega, Umberto Bossi e i ministri Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Roberto Castelli. Presente anche il titolare dell'Economia Giulio Tremonti. Un incontro per fare il punto della situazione in vista della campagna elettorale ma anche per smussare certe divergenze con la Lega che nei giorni scorsi ha criticato il premier sul fatto di insistere sulla questione Unipol. Maroni aveva detto che «la campagna elettorale si deve fare fuori delle aule giudiziarie» e Calderoli che «alla politica si risponde con la politica e non con i magistrati». Dichiarazioni a cui si era sommata l'ironia di Casini che aveva addirittura parlato di forme da avanspettacolo. tant'è che nei giorni scorsi si era riaffacciato lo spettro di una crepa all'interno della Cdl, molto pericolosa. Ed è probabilmente per fugare queste voci e per rinsaldare anche l'asse con la Lega che ieri Berlusconi avrebbe riunito a cena i vertici del Carroccio con Tremonti a fare da pompiere. Sta di fatto che gli alleati sono sconcertati. Non sanno dove Berlusconi andrà a parare anche perchè il premier, come sempre nei momenti cruciali, si muove da battitore libero mettendo tutti di fronte al fatto compiuto.

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