CAGLIARI — L'intero sistema delle autonomie locali — Regioni, Comuni, Province, Comunità montane — fa ...
Primo fra tutti, ovviamente, il ministro dell'Economia. Il messaggio al governo è partito da Cagliari dove ieri si è conclusa la ventiduesima assemblea annuale dell'Anci cominciata quattro giorni fa. Gli oltre 3 mila sindaci intervenuti da tutta Italia, non solo hanno approvato all'unanimità un documento proposto dal consiglio nazionale, nel quale si ribadisce che la manovra economica è «insostenibile»; ma hanno anche detto di appoggiare i tentativi di Vasco Errani per le regioni, Fabio Melilli, per le province e Enrico Borghi per le comunità montane al fine di riuscire a convincere il governo ad aprire un tavolo allargato. Le condizioni e il tempo per cambiare la manovra ci sono tutti, fino al 7 novembre quando il maxi emendamento andrà in Aula; e inoltre il tema merita un approfondimento più ampio che potrebbe portare oltre: ad un patto istituzionale. «Adesso bisogna vedere cosa risponderà il governo. Io non pongo condizioni — ha detto Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, chiudendo i lavori dell' assemblea — ma un conto è un incontro informale tra me e il presidente del Consiglio dove la questione finisce lì; molto meglio sarebbe se ci fosse la disponibilità del governo ad aprire il tavolo che gli chiediamo». Bocciato sul testo della Finanziaria e sulla proposta di ridurre i tagli ai Comuni a scapito delle Regioni, un'altra critica è giunta da Cagliari: l'assenza, eccezion fatta per il sottosegretario all'Interno D'Alì, dei ministri, ed in particolare di quello dell'Economia è stata giudicata dall'assemblea negativamente perché «non aiuta il dialogo». Se poi si aggiungono le polemiche — prima, durante e fino alla fine — di qualche «anonimo esponente della Cdl» la situazione non migliora e per questo Domenici ha chiamato a raccolta i sindaci in difesa dell'unità dell'associazione. «Stiamo vivendo — ha detto — una fase di acuta tensione politica e questo si riflette ovunque anche nella vita di un'associazione unitaria più che secolare come l'Anci. Si deve fare in modo che associazioni come la nostra continuino a svolgere il proprio ruolo fondamentale: rappresentare le istanze, le esigenze, i bisogni, le proposte, i problemi dei comuni italiani».
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