«Fini, scegli tra il partito e il governo»
Finita la tregua all'interno di An. Continua la stagione dei conflitti tra le correnti
Con il leader di An, impassibile, impegnato nella sua personale battaglia contro le «correnti-metastasi». E queste ultime, gioco forza, costrette a dimostrare che esistono, esprimendo posizioni critiche e spesso antitetiche rispetto a quelle del Capo. Il giorno dopo la prima riunione del nuovo esecutivo nominato da Fini in solitudine - e per questo disertato da Alemanno e Storace e seguito da La Russa e Gasparri in polemico silenzio - in An si parlano tante lingue. Fini attacca platealmente Fazio e lo invita a dimettersi per non danneggiare l'Italia? Maurizio Gasparri replica difendendo il Governatore e denunciando «una campagna alimentata contro di lui da gruppi di interesse». Fini dichiara al quotidiano spagnolo El Pais che un cambio di leadership nella Cdl potrebbe essere frutto soltanto della deliberata scelta di Silvio Berlusconi? Gianni Alemanno ribatte in un'intervista a «Panorama»: «Non darei per scontato che il candidato sarà lui. La sua capacità di essere vincente dovrebbe essere misurata su un piano oggettivo, con le primarie». Francesco Storace, senza complimenti, accusa Fini di «voler annullare ogni tipo di discussione interna con l'ossessione delle correnti» e lo invita a esporsi alle primarie. Alemanno sprona invece il leader di An a scegliere una volta per tutte: «Può essere candidato alla presidenza del Consiglio o fare il ministro degli Esteri, ma a tempo pieno. A Fini chiedo di fare sino in fondo il leader del partito. Ma se non è possibile, in futuro bisogna trovare un altro leader, lasciando a lui un ruolo più rappresentativo, di tipo istituzionale». Torna il vecchio discorso della diarchia, su modello diessino: Fini presidente, alla D'Alema, e qualcun altro (le aspirazioni Alemanno in tal senso non sono un segreto) segretario, alla Fassino. Sullo sfondo resta la prospettiva del congresso del 2006, che Fini si prepara ad affrontare blindando la sua posizione dentro An e giocando d'anticipo su eventuali candidature alternative. Ma prima del congresso ci sono le politiche. E al leader di Alleanza Nazionale si promette un conto salato, in caso di sconfitta della destra. «Siamo troppo appiattiti su Forza Italia o sull'Udc - è l'accusa che Alemanno torna a lanciare - chiediamo di far sentire la voce di Alleanza Nazionale e di essere visibili. Ci interessa un progetto politico, non la caccia alle correnti». Con fatica, la destra cerca insomma di far reggere la tregua siglata tra Fini e i suoi colonnelli a fine estate. Ma il vicepremier non demorde dall'intenzione di governare il partito ignorando le correnti.
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