«Dopo Moro volevo lasciare tutto. Giussani mi convinse a ripensarci»
«Fu don Giussani a convincermi a ripensarci» rivela in un'intervista che sarà pubblicata domani su Vanity Fair. L'ex presidente della Repubblica ricorda i giorni del sequestro dello statista e torna a difendere la scelta di non trattare con le Br: «È vero che lo Stato trattò in altre occasioni, ma quella volta non si poteva. La verità è che avremmo dovuto liberarlo. Non ci aiutò l'intelligence, non ci aiutò la fortuna. E non ci aiutarono i socialisti». «Loro avevano contatti con l'Autonomia operaia, che a sua volta ne aveva con le Brigate rosse. Ma tutto ci venne nascosto. In caso contrario, la storia avrebbe potuto andare diversamente».
Dai blog
Prince inedito, con Timeless arrivano dieci canzoni nuove
The Beatles a Abbey Road, tutti sul set per i 4 film di Mendes
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso