La Camera vota sì all'incompatibilità
Il testo è stato approvato praticamente all'unanimità (243 voti a favore, nessun contrari) e la sola astensione di sei deputati (lo Sdi e Guido Giuseppe Rossi della Lega) ed ora passa al Senato. Diverse le novità introdotte dal provvedimento. In particolare, si prevede l'ineleggibilità a sindaco, presidente di Provincia, consigliere comunale e circoscrizionale, per i magistrati che abbiano svolto la propria attività in un ufficio giudiziario o in un distretto di Corte d'Appello nel quale sia compreso il comune o la provincia dove si vota. Viene poi introdotta l'incompatibilità dei magistrati con la carica di assessore comunale e provinciale. Norme di ineleggibilità sono previste anche per quanto riguarda il Parlamento Europeo: non potranno diventare eurodeputati i magistrati che nei quattro anni precedenti alla candidatura abbiano esercitato la propria funzione nelle circoscrizioni elettorali nelle quali si candidano. C'è poi l'incompatibilità tra i magistrati e i membri del governo ed anche quella per i magistrati candidati ma non eletti che non potranno, nei cinque anni successivi alle elezioni esercitare le loro funzioni nella circoscrizione elettorale. Positivi, in Aula, i commenti dei rappresentanti di tutte le forze politiche. Graziella Mascia (Prc) definisce il testo «un mezzo per trovare l'adeguato equilibrio per il rispetto dei diritti di tutti», mentre Riccardo Marone dei Ds sottolinea che il provvedimento «offre la garanzia che il magistrato non possa fare uso della sua professione a fini elettorali».
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