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Lo scontro è con il terrorismo, non con l'Islam

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Parlando ieri a Napoli, nel corso di un convegno su «L'Islam e l'Europa», Casini ha tenuto a sottolineare che si tratta «di due piani assolutamente distinti: confonderli sarebbe un tragico errore. I tragici avvenimenti in Iraq non sono il simbolo di una frattura tra civiltà». Casini ha quindi sollecitato le comunità islamiche presenti in Italia a isolare i predicatori del fanatismo religioso e a togliere ogni spazio di movimento a possibili frange terroristiche. «C'e bisogno che le comunità islamiche presenti in Italia - ha detto - compiano uno sforzo ancora più intenso di quello fino ad oggi dimostrato nell'isolare i predicatori del fanatismo religioso e di privare di ogni spazio di azione le frange terroristiche che in quelle comunità tentano di infiltrarsi». In Italia, il presidente della Camera ha ricordato che «molti musulmani che vivono nel nostro Paese sono ormai cittadini italiani». «Essi - ha concluso - condividono i diritti e i doveri in cui si sostanzia la cittadinanza democratica, in cui essi hanno trovato un riferimento identitario compatibile con la propria cultura». Buttiglione, anch'egli ieri a Napoli ha dal canto suo rilevato che «c'è Islam e Islam, non è tutto uguale. I musulmani vivono il momento che hanno vissuto i cristiani quando c'è stata la riforma protestante. C'è una parte che considera come eretici tutti gli altri islamisti e che ci odia e odia anche gli stessi islamici. Ma c'è - ha aggiunto - una grande parte di Islam tradizionale che non ha desiderio di vendetta o di odio contro l'Occidente e con la quale possiamo e dobbiamo dialogare: confrontarsi con l'Islam buono per isolare quello cattivo». I terroristi «sono una parte non piccola ma sicuramente non maggioritaria. Bisogna isolarli». Che il vero Islam non c'entra nulla con la guerra, ma cerca il dialogo e la pace è la posizione espressa anche da Sergio Yahe Pallavicini, imam di Milano ed autore del libro «Riflessioni di un imam italiano», per questo occorre far grande attenzione a confondere estremisti e fanatici con i veri fedeli, che sono la maggioranza.

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