«Se cresce il Sud, cresce anche l'Italia»
Una candidatura a forte valenza politica, decisa dal vicepremier, Gianfranco Fini, che ha voluto in corsa per il rinnovo del Parlamento europeo tutti i ministri di An. Alemanno, nativo di Bari, scende in campo nel Collegio Sud, che comprende le sei regioni centromeridionali di Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Puglia. In lista il leader della Destra Sociale di An segue il presidente Gianfranco Fini e precede il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Un appuntamento elettorale, quello delle europee che si pone, per Alleanza Nazionale, come una verifica decisiva di tre anni di Governo di centrodestra, «per respingere le pretese della sinistra, responsabile storica della crisi che stiamo vivendo, di tornare maggioranza, e raccogliere consensi per migliorare e rilanciare l'azione politica e programmatica di questo Governo» ha spiegato Alemanno. La sfida, per il ministro, è quella di «una destra sociale, popolare, identitaria e comunitaria capace di mettere in campo un progetto per il nuovo Mezzogiorno, che non ripeta gli errori del vecchio meridionalismo e rilanci lo sviluppo del Sud come centrale nel nostro progetto nazionale e come linea di espansione dell'integrazione europea». In una conferenza stampa Alemanno ha presentato il suo Manifesto per il Mezzogiorno, un volume di 46 pagine per spiegare che «sviluppare il Sud significa sviluppare l'Italia». Dall'analisi delle problematiche del Mezzogiorno alla definizione del progetto politico per il Sud Italia, il si delinea un Sud vitale e in movimento, ricco di potenzialità e volano di sviluppo dell'Italia in Europa. Punti cardine del programma sono la sicurezza, la valorizzazione delle bellezze ambientali, paesaggistiche e del turismo, delle risorse agroalimentri e dei prodotti tipici. Occorre puntare, secondo il manifesto, alla rimozione degli ostacoli finanziari allo sviluppo e sul rafforzamento del mercato dei capitali, guidando il sistema bancario nazionale verso forme di specializzazione funzionale sul modello della Banca di sviluppo e ipotizzando un organismo finanziario specifico per le imprese del Sud. Inoltre, infrastrutture più efficienti, regolamentazione dei mercati, più welfare e occupazione, valorizzazione dei giovani e delle loro capacità intellettuali, attuazione di un federalismo solidale per il Sud e per l'Italia, che «contrasti la deriva federalista avviata dalla sinistra e le spinte secessionistiche della Lega».
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