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Grazia a Sofri: non si può violare la Costituzione

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Pannella interrompe lo sciopero della sete, poi lo riprende. Berlusconi risponde al suo appello

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«Marco Pannella pretende che il capo dello Stato stracci cinquant'anni di dottrina e prassi consolidata sull'esercizio del potere di grazia così come disegnato dalla nostra Costituzione». Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha così replicato alle dichiarazioni di Leopoldo Elia. «Le sue pacate considerazioni - ha aggiunto l'esponente dell'Udc - chiariscono oltre ogni dubbio i termini della questione che può essere definita dalla Corte costituzionale e non da contrapposti scioperi della fame e della sete superpubblicizzati di Marco Pannella». Per Marco Zacchera, deputato di An, «non possiamo continuare a disquisire sulla grazia, in virtù di un ricatto, abbandonando il riconoscimento di coloro che sono morti». «Il mio giudizio sul caso Sofri non si sposta di un millimetro - ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri -. Non credo che Ciampi concederà la grazia per un'iniziativa individuale». Ironico il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli: «Pannella continui pure i suoi scioperi della fame, non possono che fargli bene visto la stazza che si ritrova, ma dovrebbero essere chiamati diete da sovrappeso». Per la sezione di An a Padova la grazia a Sofri sarebbe un'ingiustizia nei confronti di decine di altri detenuti che stanno nelle sue stesse condizioni; il segretario provinciale, Gabriele Zanon, ha quindi annunciato per due giorni a pane e acqua in solidarietà con le vittime del terrorismo. Da parte sua, Marco Pannella l'altra notte ha interrotto per un attimo lo sciopero della sete, sorseggiando «circa sette decilitri di bevande». Ai microfoni di Radio Radicale Pannella ha spiegato il motivo dell'interruzione temporanea della protesta. «Ho inteso in tal modo corrispondere, secondo il nostro metodo e sensibilità nonviolenti già praticati in passato, a quanto fatto nei confronti della mia iniziativa dal presidente Ciampi». Il leader dei Radicali italiani è tornato quindi a chiedere un intervento del premier, Silvio Berlusconi, prima che, «sulla questione del potere di concessione di grazia del capo dello Stato, si arrivi a un conflitto di attribuzione tra Quirinale e via Arenula di fronte alla Consulta». Nella tarda serata Pannella ha annunciato di aver ricevuto una lettera da Berlusconi, che sarà pubblicata oggi su «Il Foglio». «È un segno positivo e si tratta di una seria testimonianza che rafforza tutti noi nella nostra battaglia» ha detto Pannella. Intanto, il legale di Ovidio Bompressi, Felice Besostri, è «ottimista» sulla grazia ad Ovidio Bompressi. A suo avviso, il ministro della Giustizia potrebbe essere denunciato per aver «insabbiato il fascicolo, costringendoci a due ricorsi al Tar del Lazio e ad un ricorso speciale al presidente della Repubblica».

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