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Berlusconi: se serve firmerò io il decreto tv Sì condizionato dell'Ulivo. Al massimo entro marzo il varo del ddl sul conflitto d'interesse

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Lo ha precisato il vicepremier Fini che ha così smentito l'ipotesi, accreditata dalla sinistra, che sarebbe stato lui a firmare il decreto perchè Berlusconi incorrerebbe nel conflitto di interesse trattandosi di un provvedimento che riguarda un'azienda di proprietà della sua famiglia. Fini ha fatto presente che è la Costituzione a prevedere che i decreti legge vengano controfirmati dal premier. Parlare di potestà di firma di altri soggetti, ha affermato, «appartiene alla fantasia: la Costituzione è precisa». Berlusconi ha intanto confermato che un decreto è indispensabile per consentire a Retequattro e Raitre «il mantenimento delle risorse». Ed ha precisato che firmerà il decreto «se sarà necessario perchè previsto dalla legge», ma non parteciperà alla riunione del consiglio dei ministri «per marcare la mia distanza». E sempre per «marcare la distanza», ha spiegato il premier, ho detto «di non voler leggere le motivazioni tecniche del Quirinale», ma questo «l'opposizione non l'ha capito» e sono esplose le polemiche. Invece, ha assicurato Berlusconi, i miei rapporti con Ciampi «sono buoni», come tutti hanno potuto vedere, ha detto, alla cerimonia al Quirinale per lo scambio di auguri. Sul decreto da varare per ora non c'è ancora nulla di deciso. Fini ha riferito che il governo sta riflettendo su quale possa essere la strada migliore per raggiungere l'obiettivo di recepire le modifiche alla legge Gasparri suggerite dal Capo dello Stato. Due le ipotesi sul tappeto: varare un decreto legge che contenga anche le modifiche alla legge Gasparri; oppure fare un decreto di mera proroga affidando al Parlamento il compito di modificare la legge. Fini ha comunque reso noto che non tutte le osservazioni fatte da Ciampi saranno accolte, e cioé solo i «rilievi sostanziali» e non quelli che non incidono sull'impianto complessivo della legge. Il vice premier ha anche accennato alla legge sul conflitto di interesse all'esame del Senato. Sarà approvata, ha annunciato, tra febbraio e marzo 2004. Ed ha rivendicato al Centrodestra il merito di essere riuscito ad approvare una legge che il precedente governo dell'Ulivo non è stato in grado di varare: «noi l'abbiamo fatto, il centrosinistra no». Il disegno di legge Gasparri sulla riforma delle tv arriverà in aula alla Camera il 26 gennaio dopo che in commissione ci sarà una serie di audizioni. Il segretario dell'Udc Follini invita la maggioranza a tener conto delle osservazioni di Ciampi e ad approvare una legge che sia migliore della prima. Ma il coordinatore della Lega Calderoli non è d'accordo e chiede che la legge venga approvata senza cambiare il testo. Le opposizioni daranno battaglia.

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