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La patata bollente passa agli irlandesi

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Sul 90% della futura Costituzione l'accordo c'è, ma restano le parti più difficili

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Il primo ministro irlandese Bertie Ahern, che dal prossimo primo gennaio assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea, lo ha fatto capire chiaramente nel giorno in cui il leader europei hanno dovuto dichiarare forfait di fronte ai contrasti sul testo costituzionale dell'Ue. «Al momento - ha detto Ahern al termine dei lavori del summit di Bruxelles - non c'è l'atmosfera giusta» per cercare un compromesso sul testo costituzionale e «nessuno governo appare pronto a tornare al tavolo dei negoziati nei prossimi mesi». È dunque difficile, ha aggiunto, che i negoziati della Conferenza intergovernativa (Cig) riprendano prima di marzo 2004. Per quella data, come chiesto dagli altri leader europei nella dichiarazione conclusiva del summit, Dublino dovrà presentare un rapporto per valutare gli eventuali progressi verso un compromesso. «Presenteremo in marzo un rapporto di valutazione sulla base delle consultazioni che avremo con i governi», ha spiegato Ahern. Non è escluso che i negoziati della Cig riprendano dopo marzo, ha proseguito, «ma al momento è difficile dirlo perchè non abbiamo visto il testo finale della presidenza italiana», nato negli ultimi frenetici negoziati del summit di Bruxelles. «Sono fiducioso che alla fine avremo una costituzione», ha detto Ahern, precisando che «se ci sarà l'atmosfera per avere un accordo la coglieremo». Purtroppo però, ha aggiunto, «per il momento questa atmosfera non c'è». Il premier di Dublino ha sottolineato infatti che nel corso del summit «nessuna delegazione ha accennato alla possibilità di cambiare la propria posizione». L'Irlanda, dal primo gennaio 2004, assumerà la presidenza di turno dell'Unione europea e, fra gli altri, erediterà anche il compito di negoziare il futuro testo costituzionale europeo. Un compito meno oneroso, almeno da un punto di vista quantitativo, rispetto a quello della presidenza italiana. Come ha ricordato lo stesso primo ministro irlandese infatti «sul 90% del testo della futura costituzione è stata trovata un'intesa». Ma le questioni ancora sul tavolo, anche se meno numerose, sono anche le più spinose. Il premier di Dublino ne ha citate tre su tutte: il nuovo sistema di voto per i governi, la composizione della Commissione europea e le materie su cui decidere a maggioranza qualificata. In molti dubitano che le trattative costituzionali possano chiudersi sotto presidenza irlandese, e puntano a quella successiva assegnata all'Olanda. Sulle cause dell'insuccesso, Ahern ha tagliato corto. «C'era troppo da fare in troppo poco tempo», ha detto, nonostante l'Italia abbia fatto un «eccellente lavoro».

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