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Estate di fuoco del Cavaliere spaventato dagli scorpioni

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La decisione era stata presa in fretta e furia dopo che che il 30 maggio all'aeroporto di Malpensa, in arrivo dall'Egitto, era atterrato un carico di decine di casse contenenti anilami vivi importati su richiesta di privati e aziende che ne attendevano lo sdoganamento. Tra queste anche una teca con 300 scorpioni dal veleno mortale. Erano stati acquistati da un importatore su richiesta di alcuni clienti: qualche collezionista, anche una piccola azienda farmaceutica della provincia di Milano, secondo alcune indiscrezioni non troppo distante da Macherio, dove ha una delle sue residenze il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Forse proprio per questo il premier, allarmato, ha fatto preparare una legge non di facile applicazione visto che in nessun Paese dell'Unione Europea esiste un divieto d'importazione per gli scorpioni. Ma Berlusconi non s'è fermato neanche davanti a questo e ha fatto approvare il testo con una relazione di accompagnamento che parte proprio dai fatti di Malpensa, una circostanza che secondo Berlusconi «non ha mancato di creare situazione di allarme sociale, ed è stata riportata anche dagli organi di stampa. Si rende pertanto necesario ed urgente provvedere in merito al fine di evitare la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di aracnidi potenzialmente pericolosi per la salute e l'incolumità pubblica». Il decreto è stato approvato a tempo di record alla Camera e poi al Senato. Nessun problema nella Casa delle Libertà in quei giorni come mai alle prese con mille litigi interni. In quel caso il decreto è stato approvato senza divisioni.

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