Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Oggi al via la Finanziaria dei condoni Nel pomeriggio l'ok del Consiglio dei ministri: dodici miliardi di una tantum, quattro di risparmi

default_image

  • a
  • a
  • a

Il Governo ha rifatto fino all'ultimo i conti e poi si è dovuto arrendere alla necessità di far cassa soprattutto attraverso misure "una tantum". Su una manovra di 16,2 miliardi di euro oltre 11 o forse 12 saranno ottenuti da misure non strutturali come condoni o vendita di immobili pubblici. Meno di cinque saranno risparmi veri da ottenere comunque in larga prevalenza a spese delle Regioni. E per quanto riguarda i soldi da destinare a investimenti e sviluppo non si supereranno i 5 miliardi di euro complessivi. Una tantum. Sotto questa voce c'è la polpa della manovra che tra l'altro sarà contenuta in un decreto da affiancare al disegno di legge di bilancio vero e proprio e sarà quindi immediatamente operativo. Tra gli interventi principali vanno iscritti il condono edilizio il cui gettito, malgrado i lamenti di An, potrebbe lievitare a 3 miliardi di euro. Altri 5 miliardi arriveranno dalla cartolarizzazione degli immobili pubblici. Altra cospicua entrata è garantita dal varo del concordato fiscale per gli autonomi che garantirà circa 2 miliardi. Un miliardo e mezzo complessivamente potrebbe arrivare dalla proroga del condono fiscale e dalla rateizzazione dei condoni del 2003. Intorno ai 500 milioni saranno infine ricavati dall'eventuale rincaro di sigarette e alcolici su cui il Governo deciderà solo all'ultimo momento. Tagli strutturali. I risparmi veri e propri sono invece affidati in massima parte a un giro di vite ai trasferimenti alle Regioni. Andrà quindi sostanzialmente riscritto il patto di stabilità interno che garantirà risparmi per circa 1,8 miliardi. Una stretta arriverà anche dalla centralizzazione e razionalizzazione delle spese per beni e servizi da parte delle singole amministrazioni. Il Governo conta di risparmiare circa 1,5 miliardi. Poco più che simbolici sono invece i risultati che si possono ottenere da un giro di vite sulle pensioni di invalidità e dall'introduzione di un prelievo di solidarietà sulle pensioni d'oro. Nella migliore delle ipotesi si arriverà a 700 milioni. Sotto controllo verrà messa anche la spesa sanitaria attraverso un patto sui farmaci. Investimenti e sviluppo. È il capitolo su cui mezzo Governo si è azzuffato fino all'ultimo con Tremonti, senza riuscire a spuntarla del tutto. In ogni caso per la famiglia arriveranno oltre 540 milioni di euro grazie anche ai mille euro da destinare al secondo figlio, mentre il resto andrà diviso tra imprese e grandi opere. Nel pacchetto di interventi rientrano la cosiddetta «tecno-Tremonti» che premia chi investe in innovazione tecnologica, il rifinanziamento della 488, gli sconti sull'Irap, ma anche stanziamenti per affrontare l'emergenza idrica mentre sull'onda del black-out non sono esclusi nuovi interventi per affrontare l'emergenza energetica nazionale. Ancora poche risorse saranno invece destinate all'altra grande emergenza, quella idrica, dove necessitano interventi per il potenziamento di acquedotti e grandi reti.

Dai blog