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Marzano: «Cause ignote, ma ora indaghiamo a fondo»

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Per questo ci sarà un'indagine promossa dal ministero delle Attività produttive. Si è impegnato ieri il titolare del dicastero, Antonio Marzano, che per spiegare le cause contingenti del fenomeno ha riportato i fatti con le parole di Merlin, gestore della rete francese. Confermate da Entrance, presidente del centro di coordinamento svizzero. Secondo Merlin, «il guasto non è dovuto alla rete italiana, ma a un concorso di circostanze iniziate in Svizzera». Entrance ha confermato che il guasto è partito dal loro sistema. Infatti è in Svizzera che è saltata la prima linea, seguita a ruota dalle altre. In un quadro che ha coinvolto nell'effetto domino non solo l'Italia, ma anche Francia, Slovenia e Austria. Solo che noi siamo rimasti al buio. Perché «il caso Italia - secondo Merlin - è particolare, in quanto avendo detto no al nucleare questa nazione deve importare il 20% dell'energia». Quanto a Marzano, il fatto che anche dopo il black out le centrali abbiano funzionato esclude l'ipotesi di atti dolosi. Per considerare poi un'eventuale revisione degli accordi con i Paesi fornitori bisogna attendere i risultati dell'indagine. «L'Italia infatti paga anche se l'energia che compra non la utilizza», ha dichiarato il ministro. Quindi è meglio usarla ma, di conseguenza, essere dipendenti dai «guasti» degli altri. «Alla mia testa io ci tengo» ha ironizzato Marzano in merito alle richieste di dimissioni avanzate da alcune parti. «Il dibattito politico in questo momento non mi interessa, mi interessa dare risposte concrete». E per risolvere l'emergenza elettrica in Italia secondo il ministro occorre costruire nuove centrali, perché l'energia prodotta non è sufficiente: questa la causa «strutturale» del black out. «Senza appoggiare il nucleare - ha voluto specificare -, forse si dovrebbe almeno considerare l'uso del carbone pulito». Il primo passo per uscire dalla crisi, ha detto Marzano, «forse sarà porre la fiducia sul nuovo disegno di legge all'esame di Palazzo Madama» per la costruzione di centrali. Sarà quindi chiesta con urgenza una «conferenza Stato-Regioni per sbloccare i Via (valutazione impatto ambientale, ndr) di alcuni impianti» e «la nomina di commissari che si occupino della realizzazione di centrali già autorizzate». Un particolare ringraziamento Marzano l'ha voluto rivolgere agli italiani per «come hanno affrontato l'emergenza», e alla Protezione civile. Il coordinatore della struttura, Guido Bertolaso, ha assicurato che nel momento della crisi è stato adottato il piano di emergenza previsto e che «è stato efficace», soprattutto in campo sanitario. «Gli ospedali sono stati riforniti di gasolio per i generatori e si è affrontata la gestione di pazienti domiciliari». «Abbiamo assistito venti treni bloccati - ha continuato Bertolaso -, fornendo viveri e acqua. Fino alle 17.30, quando sono ripartiti».

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