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Telekom Serbia, accuse della Guardia di Finanza

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Relazione alla commissione d'inchiesta: «Affare antieconomico, ci furono dazioni di denaro illecite»

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In parole povere: tangenti. Tangenti pagate per la vendita di Telekom Serbia. È questa la novità di una nuova giornata di fuoco vissuta dalla commissione d'inchiesta che indaga sull'affaire realizzato durante l'era dell'Ulivo. La relazione delle Fiamme Gialle è giunta a Palazzo San Macuto, dove ha sede l'organismo bicamerale, ed è stata imemdiatamente secretata. Ma il contenuto è filtrato lo stesso, grazie a diverse indiscrezioni. La nota tecnica si sofferma in particolare sull'operazione finanziaria spiegandone l'antieconomicità. Si trattava di condizioni non favorevoli già in gran parte note e che avrebbero fatto perdere alle casse dello Stato circa mille miliardi di lire. La vera novità è in fondo, nelle ultime pagine, dove la Guardia di Finanza spiega a chiare lettere che l'intero business, essendo assolutamente inspiegabile da un punto di vista economico, trova una giustificazione in fattori esterni. Probabilmente illeciti. Si fa riferimento a possibili dazioni di denaro, tangenti. È Carlo Taormina, deputato di Forza Italia, a confermare, seppur parzialmente, le novità giunte in commissione: «I documenti sui maneggi di denaro ci sono eccome» dice. «Ci è giunta una relazione della Guardia di Finanza - aggiunge Taormina - che accompagna una serie di documenti che comprovano che un maneggio di denaro c'è stato, siamo in attesa di ulteriore documentazione dimostrativa da parte della Gdf». Per l'esponente azzurro il contenuto della relazione delle Fiamme gialle è molto rilevante, «altrimenti - sottolinea - non si capirebbero le reazioni scomposte messe in atto oggi dall'opposizione». La Margherita annuncia battaglia. Abbandona (ma non del tutto) la commissione. Ma l'Ulivo si divide anche su questo. I Ds restano in aula a fare le barricate e i Comunisti italiani approvano. Ma i centristi non si placano e scrivono a Pera e Casini. Il presidente della Camera, rispondendo alla lettera, sostiene che «le commissioni parlamentari di inchiesta non devono essere usate come strumento di lotta e polemica politica». Ma la Lega avverte: «La richiesta di intervento del Presidente della Camera e del Senato sulla Commissione Telekom-Serbia rappresenta un tentativo di attacco all'autonomia di una commissione, ancor più grave trattandosi di una commissione d'inchiesta». Proprio i Ds sembrano i più nervosi. Ranieri si scontra con Taormina. Il presidente della commissione Enzo Trantino preannuncia che chiederà la proproga dei lavori. Anche perché sarebbero arrivate le prime carte di Igor Marini che confermerebbero che il supertestimone non mente. Ma è necessario andare a fondo.

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