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L'ASSEMBLEA DELLA FIDAE A ROMA

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La scuola cattolica chiede la parità economica

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Lo ha detto il Presidente nazionale della Fidae (Federazione istituti di attività educative) padre Antonio Perrone aprendo ieri a Roma la 56ma assemblea nazionale della Federazione. «Ciò — ha spiegato — consentirà a tutti i genitori l'esercizio del diritto primario della libertà di educazione, cioè della libera scelta della scuola per il percorso formativo dei propri figli, come è già possibile nella quasi totalità dei Paesi dell'Unione europea». «La piena parità scolastica - ha proseguito padre Perrone - non è un privilegio per alcuni, ma il riconoscimento di un diritto civile di tutti; essa non è solo una conquista di civiltà giuridica, ma anche un contributo a migliorare il sistema scolastico complessivo, stabilendo tra le varie scuole un confronto e una collaborazione per offrire agli studenti, alle comunità familiari e sociali un servizio di qualità». Non risulta da nessuna parte, sostengono i fautori della parità scolastica, che la gratuità della scuola dell'obbligo debba essere assicurata solo a chi frequenta le scuole statali. Infatti quasi tutte le nazioni europee hanno legislazioni «coerenti con i diritti educativi delle famiglie e degli alunni» e forniscono alle scuole non statali riconosciute i mezzi finanziari per l'esercizio delle attività scolastiche in funzione della libera scelta delle famiglie. Sulla «difficile situazione» in cui versano oggi molte scuole cattoliche si è soffermato Monsignor Cesare Nosiglia, Presidente della Commissione episcopale dell'educazione scuola e università. Molti istituti - ha detto - sono costretti a sacrifici veramente grandi per sopravvivere di fronte a inadempienze che sono state gravissime nei mesi scorsi sul piano dei finanziamenti, peraltro dovuti e via via sempre rimandati. Un fatto grave - ha affermato - che denota la estrema provvisorietà in cui ci si deve muovere giorno dopo giorno senza una definita e chiara normativa paritaria applicata con coerenza sui diversi ambiti, compreso quello finanziario«. L'impegno del Governo a «inserire la scuola paritaria a pieno titolo nelle politiche ministeriali» è stato assicurato dal sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea che pure ha ammesso i ritardi nell'erogazione delle risorse finanziarie di cui si sono lamentati gli esponenti di Fidae. La colpa è della rigidità del bilancio dello Stato - ha spiegato - ma anche delle difficoltà che si frappongono al trasferimento degli stanziamenti alle Regioni». Ha quindi confermato l'impegno del governo per il pluralismo educativo.

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