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Il Gran Premio Roma parla israeliano

Vince Bluman su Ladriano Z, con gli azzurri subito a ridosso del podio. La pioggia ha condizionato l’ultimo giorno di gare con 11 italiani eliminat

Il Gran Premio Roma parla israeliano

Non all’alba ma nella seconda manche sono morti i sogni dell’Italia nelle due grandi gare dell’87° Concorso Internazionale di Salto Ostacoli (CSIO) – Master Fratelli D’Inzeo a Piazza di Siena. Anche ieri, come venerdì nella Coppa delle Nazioni, a un primo turno esaltante – sempre per la prodezza dell’azzurro Luca Marziani e del suo stallone Tokio Du Soleil – è seguito nel Gran Premio Roma Rolex (competizione in due round, ostacoli a 1,60, 15 salti, 400 mila euro in palio, 43 partenti).

Un secondo scioccante, appena confortato dal quinto posto ottenuto dall’amazzone azzurra Giulia Martinengo Marquet (primo aviere scelto dell’Aeronautica Militare) con il giovane castrone baio decenne Elzas, un bel nipote del celebre Cornet Obolonsky.
Il successo nell’appuntamento dedicato da sempre alla Città Eterna e che chiude le massime sfide del Concorso nell’ovale di Villa Borghese, è stato siglato dal 29enne Daniel Bluman, natali in Colombia a Medellin – celebre per le formose sculture di Fernando Botero ma pure per il «cartello» dei narcotrafficanti – e passaporto israeliano dalla fine del 2016. Sotto la sua sella Ladriano Z, un castrone baio undicenne (nipote del campione mondiale 1998 Baloubet Du Rouet) con il quale Bluman ha fatto coppia anche nella Coppa delle Nazioni romana, piazzandosi al settimo posto nella squadra d’Israele, matricola a questa Piazza di Siena. Chef d’equipe del team ebraico l’olandese Hans Horn che nel 2013 e 2014 guidò da c.t. gli azzurri del salto ostacoli.
A premiare il binomio vincitore del Premio Roma sono stati il presidente della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) Marco Di Paola con quello della Rolex Italia Gian Riccardo Marini: La tradizionale Lupa Capitolina è stata consegnata a Bluman (che per la Colombia ha partecipato nell’equitazione ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016) dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Luca Montuori. 

Una prima manche micidiale – per le difficoltà del percorso studiato da Uliano Vezzani (chef de piste olimpico e mondiale) e per la preannunciata pioggia battente – ha selezionato impietosamente i concorrenti, dei quale solo quattro – il belga Olivier Philippaerts con H&M Extra (terzi in Coppa delle Nazioni venerdì), l’italiano Luca Marziani e Tokio Du Soleil, l’irlandese Cian O’Connor su Irenice Horta e Blumen con Ladriano – chiudevano a 0 penalità. Percorso senza errori pure per la figlia del “Boss” Springsteen, la bella e giovane Jessica, con Fleur De L’Aube, 1 penalità per sforamento del tempo massimo. Il percorso di Marziani e Tokio era da applausi a scena aperta, come lo era stato quello del primo giro in Coppa delle Nazioni tre giorni fa.
Per la seconda manche, cui accedevano 11 binomi compresi quelli della Martinengo e di Marziani (anche lui aviere capo), la pioggia dava tregua ma non Blumen e il suo castrone, gli unici ad andare (e senza errori) sotto i 40” sui 7 salti del round conclusivo, spuntandola su l’irlandese O’Connor e Irenice Horta (40”64) secondi e il belga Philippaerts con H&M Eztra (41”73) terzi. Al quarto posto l’altro irlandese Kenny Darragh con Balou De Reventon e poi i due azzurri a ridosso dei migliori: Giulia Martinengo Marquet, quinta con Elzas (uno sbaglio nel percorso base) e Luca Marziani sesto con Tokyo du Soleil, che ha commesso errore sul penultimo salto del secondo round.

Gli unici due italiani – gli azzurri al via erano 13 – salvatisi appunto dall’inzuppato e selettivo percorso della prima manche, per alcuni veramente cattivo come l’errore capitato ad Alberto Zorzi e Danique sull’ultimo ostacolo, o Michael Cristofoletti caduto rovinosamente con Belony nel salto poco dopo la riviera.

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