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il carosello del san raffaele

Cavalli, magia e integrazione

Maria Grazia Cucinotta madrina dell'evento che ha chiuso la rassegna a Villa Borghese

Il Carosello del San Raffaele Viterbo ha messo in scena, anche quest’anno, la magia dell’integrazione. L’esibizione dei ragazzi normodotati e disabili, insieme ai biondi cavalli haflinger, accompagnati da una madrina d’eccezione, Maria Grazia Cucinotta, hanno incantato Villa Borghese nella giornata di chiusura dell’97° CSIO di Roma Piazza di Siena - Master Fratelli D’Inzeo.

La casa di cura fa parte dell’articolato mondo del San Raffaele che con oltre venti strutture dal centro al sud dello stivale si è accreditato come polo medico-scientifico di eccellenza nel panorama italiano e non solo sviluppando, in oltre 40 anni di attività, un modello innovativo di assistenza sanitaria orientato all’alta specialità. Accreditata con il servizio sanitario regionale è specializzata in riabilitazione fisica, psichica e sensoriale per il recupero funzionale e sociale di soggetti di ogni fascia d’età, dall’evolutiva a quella adulta.

L’emozionante spettacolo del Carosello, tornato nell’ovale capitolino per il quindicesimo anno consecutivo, ha riassunto gli obiettivi del centro di riabilitazione: il raggiungimento di un buon livello nell’autonomia personale e sociale e nelle competenze tecniche specifiche; e la conseguente integrazione. Grazie all’amico cavallo, questa attività educativa, oltre a sollecitare delle abilità specifiche, consente di acquisire importanti capacità esistenziali: il rispetto delle regole e dei tempi necessari per vivere in comunità; la comunicazione basata sulla reciproca comprensione; la tolleranza alla frustrazione; e un confronto costruttivo con i propri limiti.In sostanza, più cresce la competenza nell’equitazione più si è parte dell’ambiente.

Dati alla mano, un’osservazione avviata nel 2007 sulla base di un progetto di studio che ha coinvolto pazienti adulti con ritardo mentale medio e grave, ha evidenziato miglioramenti significativi tra i tre e i sei mesi dall’inizio dell’intervento, con effetti della terapia stabili nel tempo o, addirittura, in continua evoluzione. In questo contesto, il cavallo, non solo viene rispettato, ma allevato e accudito con amore. È un rapporto di pura reciprocità, quella che si instaura tra i cavalli e i membri dell’equipe del Centro San Raffaele Viterbo.

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