Thaïs d'Escufon: “Aggredita da un tunisino. Alla fine io condannata per incitamento all'odio”
«Il pericolo principale per le donne in Francia è l’immigrazione», aveva detto in tv la 26 enne Thaïs d’Escufon, ora condannata per incitamento all’odio razziale. La giovane, già portavoce del movimento Génération Identitaire, aveva subito altri provvedimenti liberticidi, come la chiusura dei conti bancari e dei profili sui social network, ed era stata pure vittima di un’aggressione sessuale perpetrata da un tunisino. I casi di cronaca confermano quanto sostenuto da Thaïs ma, in Francia, sono ormai vietate le statistiche etnicizzate. Un rapporto di Interstats, risalente al 2019, documentava che il 63% delle violenze sessuali sui mezzi pubblici nella regione dell'Ile-de-France era stato commesso da stranieri.
Thaïs ha denunciato di aver subito un tentativo di violenza sessuale da parte di un tunisino.
«Nel 2022, in pieno giorno nel primo arrondissement di Lione, ho vissuto uno degli eventi più traumatici della mia vita. Mentre stavo entrando in casa, sono stata sorpresa da un tunisino, il quale poi ha chiuso la porta alle nostra spalle e mi ha sottratto il telefono, dicendomi di essere inseguito. Mi ha tenuta sequestrata per circa un’ora. Mi diceva di chiamarsi Hamza, di essere tunisino e arrivato in Francia dalla Germania, dove aveva una moglie. A un certo punto, ho avvertito che la conversazione stava prendendo una piega pericolosa. Dopo aver preso la chiave del mio appartamento, avvicinandosi, mi ha detto: "Prima di andare, mi dai un bacio?". Insisteva con sempre più aggressività, fino a indurmi a dargli un bacio sulla guancia. Io volevo solo sopravvivere. Poi mi ha afferrato per i polsi, sbattendomi su un pouf: "Prima di andare La percentuale Un rapporto di Interstats, documentava che il 63% delle violenze sui mezzi pubblici nell'Ile-de-France veniva commesso da stranieri posso chiederti un’ultima cosa? Puoi succhiarmelo?". Così, tra le lacrime, l’ho supplicato: "No, per favore, ho fatto tutto quello che mi hai chiesto, per favore non voglio". Con mia grande sorpresa, mi ha lasciato i polsi, andandosene. Non so come ho fatto a rialzarmi».
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Dopo questo fatto, è stata invitata in un programma tv, dove ha dichiarato che "il pericolo principale per le donne è l’immigrazione". A seguito di questa dichiarazione, è stata accusata di incitamento all’odio. Punita per aver detto la verità?
«Nel 2023, il canale Bfm mi aveva invitato per dibattere con la portavoce di un collettivo femminista e un esperto di diritto espressione della sinistra. Avevo evidenziato il ruolo dell’immigrazione come causa del deterioramento della sicurezza. Ma i miei interlocutori aveva risposto che le donne sono minacciate “dagli uomini”. Avevo così insistito: “Il pericolo principale per le donne sono gli uomini immigrati africani e arabi”. Subito dopo il mio intervento, la Dilcrah, un’organizzazione antirazzista, mi aveva denunciato in procura. Durante il seguente processo, dove ho raccontato il sequestro e l’aggressione che ho subito, la procuratrice ha dichiarato che ciò non giustificava un tale “discorso d’odio”. Quanta solerzia per perseguire e mettere a tacere chi denuncia le conseguenze dell’immigrazione. Provo un profondo senso di ingiustizia perché il mio Paese mi ha abbandonata».
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Ora rischia addirittura il carcere e una pesante ammenda. Il tunisino che l’ha sequestrata e aggredita sessualmente è stato arrestato?
«Purtroppo no. Il caso è stato archiviato senza alcun seguito. Il tunisino è stato pure ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ma la polizia non ha approfondito le indagini. Mi hanno spiegato che "ci sono troppi profili simili" a quello del mio aggressore».
È chiaro che, in tutta Europa, esista un doppio standard della giustizia. Non dimentichiamo la 12 enne Lola Daviet, uccisa da una donna algerina già sottoposta a decreto di espulsione.
«È stato un omicidio atroce quello della piccola Lola, come quello di Philippe Monguillot, un autista di autobus ucciso da 4 immigrati che si rifiutavano di comprare il biglietto. Storie come queste in Francia sono diventate la normalità ma vengono taciute dai media. Solo pochi giorni fa una donna di 86 anni è stata sgozzata mentre partiva per le vacanze. Il sistema protegge i criminali stranieri, imbavagliando il diritto di espressione, mentre finanzia copiosamente le associazioni antirazziste. Tutto è stato congegnato per favorire l’arrivo di altri immigrati ma noi non abbiamo il diritto di denunciare le conseguenze di un’accoglienza indiscriminata. Io sono solo l’ennesima vittima di questo sistema che vuole imbavagliare chi si oppone alla perdita dell’identità francese».
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