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Garlasco, Nuzzi querela Corona: "50mila euro a Marco Poggi? A Quarto Grado al massimo una pizza"

Foto: Mediaset

Pina Sereni
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Gianluigi Nuzzi è tornato a parlare del caso Garlasco in un'intervista rilasciata a Libero, commentando l'intervista esclusiva a Marco Poggi, fratello di Chiara, trasmessa da Quarto Grado su Rete 4 a diciannove anni dall'omicidio. Il conduttore ha innanzitutto voluto rendere merito alla giornalista che ha condotto il colloquio: "A me ha commosso la nostra Martina Maltagliati, che con una gravidanza al settimo mese, con quel suo bel pancione da dolce attesa, ha preso l'ennesimo treno, è andata a Mestre e ha condotto un'intervista così densa. Se c'è qualcuno a cui va il mio plauso è lei". Nuzzi ha poi condiviso le preoccupazioni sollevate da Marco Poggi sull'eccessiva esposizione mediatica del caso, rivolgendo un appunto alla Procura di Pavia: "Non me ne voglia il dottor Napoleone, però io mi aspettavo, di fronte a un'indagine che desta un così forte allarme sociale, una procura della Repubblica attenta anche a evitare che la gente finisse nelle ghigliottine delle fake news e della disinformazione. Invece l'unico comunicato afferente alle questioni mediatiche è dell'ottobre scorso ed è stato vergato per smentire quanto detto da Fabrizio Corona, che io ho querelato e che tornerò a querelare".

 

 

L'ex re dei paparazzi aveva sostenuto che a Marco Poggi sarebbero stati corrisposti cinquantamila euro per l'intervista concessa alla trasmissione, un'accusa che Nuzzi ha respinto con fermezza: "Ma, vorrei sapere, quella cifra da dove gli viene? Perché proprio 50mila e non 100mila a questo punto, o addirittura un milione? A Quarto Grado il massimo che possiamo pagare è una pizza, mi creda. Forse un pernottamento o un volo aereo quando è necessario. Niente di più". Il giornalista ha inoltre raccontato la visita compiuta nell'abitazione della famiglia Poggi a Garlasco, descrivendo una casa rimasta sostanzialmente immutata rispetto a vent'anni fa: "Ci sono stato e ho salutato con rispetto i genitori di Chiara che hanno tolto le lancette ai loro orologi. In quella casa è rimasto tutto identico a due decenni fa, eccezion fatta per il tappetino del bagno. Fa parte di un'elaborazione del lutto che i coniugi Poggi hanno vissuto in maniera estremamente graduale perché, di fronte a una cosa così spaventosa, quale genitore riesce a tornare alla normalità?"

 

 

Sul piano giudiziario, Nuzzi ha individuato nel caso due elementi che lo rendono senza precedenti nel panorama italiano. Il primo riguarda la scelta della Procura di rimettere in discussione quanto già definito dalla Corte di Cassazione: "Il primo è che c'è una procura che riconsidera radicalmente quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione e cerca di scrivere una pagina nuova. Questo, francamente, in Italia non è consueto" ha osservato, definendo questa disponibilità all'autocritica un segnale positivo per la magistratura. Ha tuttavia aggiunto una riserva: "La speranza, adesso, è che non si replichino le sciatterie viste e patite sulla vita di Alberto Stasi".

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