Otto e mezzo, Josi e il “guaio” Schlein: “Leader totalmente scollata dalla realtà”
La scia di polemiche che segue gli scontri di Askatasuna non accenna ad arrestarsi. Nel dibattito politico di questi giorni, non si parla più soltanto di ordine pubblico: la questione è rapidamente mutata in una più ampia riflessione sulla leadership del centrosinistra e sulla sua capacità di interpretare i segnali – e i malumori – della società italiana. Un giudizio netto è arrivato da Luca Josi, imprenditore, manager e volto noto della comunicazione televisiva, intervenuto nel corso della trasmissione “Otto e Mezzo” su La7. Josi ha espresso un giudizio severo sulla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, concordando con l’ex premier Romano Prodi su quanto, a suo avviso, manca oggi nell’area progressista. “Io in questo momento la penso come Prodi rispetto alla Schlein – ha affermato Josi –, nel senso che purtroppo la coalizione alla quale mi sento in qualche modo di appartenere, perché vengo da quella cultura, è guidata da una leadership totalmente scollata dalla realtà. E questo è un guaio”. Parole che vanno oltre una semplice critica.
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Secondo Josi, la classe dirigente del centrosinistra non riuscirebbe più a leggere i segnali concreti di disagio e preoccupazione che emergono dalla società, specialmente su temi sensibili come sicurezza, ordine pubblico e rappresentanza di quelle categorie che non si riconoscono nei radicalismi urbani. Insistendo sul punto, Josi ha descritto una sinistra divisa e incapace di coesione interna, dove la leadership “sembra lontana anni luce dai problemi reali della gente”. Questo, secondo lui, rischia di alienare non soltanto l’elettorato moderato, ma anche molti elettori storici della sinistra che si sentono sbalzati fuori dal dibattito politico. Nel contesto degli scontri torinesi, esplosi durante una manifestazione in solidarietà al centro sociale Askatasuna, il dibattito è diventato una sorta di cartina di tornasole per misurare le fratture interne al centrosinistra. Mentre il segretario Schlein ha cercato di tenere una linea istituzionale, sottolineando la necessità che le forze dell’ordine non diventino “una questione di parte” e chiedendo di non strumentalizzare gli eventi, la critica di Josi punta dritto alla mancanza di un timone politico significativo che sappia guidare l’opposizione e, più ampiamente, la riflessione culturale della sinistra. La sinistra italiana – frammentata e spesso incapace di proposte unitarie – si trova ora a dover fare i conti con una crisi di legittimità percepita non solo dai conservatori o dall’elettorato di centrodestra, ma anche da esponenti e intellettuali legati alla tradizione progressista.
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Le parole di Josi rilanciano, con forza, un interrogativo più ampio: quanto è reale lo sforzo della leadership di sinistra nel confrontarsi con i problemi concreti degli italiani, dalla sicurezza urbana al lavoro, dai costi energetici alla percezione di legalità nelle città? Per qualsiasi osservatore questi fatti non sono un’eccezione isolata: sono la conferma di un centrosinistra che non solo non riesce a governare l’opposizione con visioni credibili, ma fatica persino a comprendere le preoccupazioni fondamentali della società, aprendo spazi crescenti alla narrativa del centrodestra su ordine pubblico e sicurezza.
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