
Trump, Gruber non si tiene: "Bullismo al potere". E Montanari prevede il caos...

Una settimana con Donald Trump alla Casa Bianca, per la seconda volta, e la galassia progressista perde le staffe. "Per la prima volta negli Stati Uniti abbiamo il bullismo al potere", attacca Lilli Gruber nel corso della puntata di lunedì 27 gennaio di Otto e mezzo, su La7, intervistando Tomaso Montanari. "Quello che abbiamo visto in questi ultimi sette giorni è un chiaro messaggio - continua la conduttrice - Giorgia Meloni ha anticipato questo trend verso un cattivismo politico, chiamiamolo così, o sarà lei a seguire Trump sull'immigrazione?", afferma citando la foto dei migranti in catene, le misure per impedire l'arruolamento dei transgender nell'esercito e la riabilitazione dei No Vax.

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Una domanda che è tutta un programma. E la risposta dello storico dell'arte, rettore dell'Università per stranieri di Siena, non è da meno. Trump e Meloni, afferma Montanari, hanno in comune "la ricerca di un nemico", i "migranti in catene deportati" fanno il paio con quello "che ha provato a fare il governo italiano in Albania", argomenta l'ospite di Gruber.

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In coda, una fosca profezia di sfaceli negli Stati Uniti di Trump. "Peggio del bullismo lui ostenta la ferocia - riprende Montanari che risponde alla prima osservazione di Gruber - questo è un tempo terribile, la democrazia rischia di finire nella violenza peggiore, quella dall'alto verso il basso": Per lo storico dell'arte, idolo della sinistra più engagée, quella di Trump è una "violenza esibita" destinata a creare il caos: "Vedremo cose terribili nei prossimi mesi, in un Paese dove c'è un arma in ogni casa".
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