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Israele-Iran e il rischio escalation. L'esperto: "Pechino ancora di salvezza ma..."

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"Sulla carta, la Cina può potenzialmente esercitare grande influenza sull’Iran": sono le parole che agitano lo spettro di un'escalation della guerra in Medio Oriente e a pronunciarle è William Figueroa, assistente professore presso l’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, citato dalla Cnn. "Nella pratica tuttavia per il Paese è difficile farlo", ha subito aggiunto nell'analisi della complessa posizione cinese rispetto alle attuali tensioni tra Iran e Israele. Sale infatti la tensione dopo il lancio di centinaia di missili e droni di Teheran su Gerusalemme. Se Benjamin Netanyahu ha annunciato reazioni all'attacco, Joe Biden ha provato a mediare e a frenare l'ira della vendetta. Il leader iraniano, Ali Khamenei, poi, ha rilanciato. 

 

 

 

"La Cina è stata il più grande partner commerciale dell’Iran negli ultimi dieci anni. Pechino acquista il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano, fornendo un’ancora di salvezza a Teheran contro le sanzioni statunitensi. Le aziende cinesi forniscono anche all’Iran attrezzature di sicurezza e sorveglianza", ha ricordato l'esperto. Tuttavia, "strumentalizzare queste relazioni commerciali, specialmente a un così alto livello, minerebbe la sua più ampia strategia regionale che punta allo sviluppo di stretti legami economici in tutto il Sud del mondo", ha spiegato ancora l’esperto, secondo cui le relazioni tra Pechino e Teheran sono già tese dal "sottoinvestimento cronico della Cina in Iran", nonostante le ripetute promesse, e dai precedenti tentativi di influenzare la politica iraniana sugli attacchi degli Houthi.

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