Tiziana Panella, la conduttrice di Tagadà, ha interpellato Francesco Specchia dopo aver letto in diretta un passaggio delle parole scritte da Francesco Piccolo. "La fragilità ci rende spaventosi, noi maschi; tanto quanto ci rende spaventosi la violenza; soltanto nei maschi queste due caratteristiche sono legate. È attraverso questo che bisogna parlare, lo si voglia o no", ha recitato la giornalista, riproponendo appunto un commento dello scrittore sull'urgenza di una discussione sulla violenza di genere. La storia di Giulia Cecchettin, la ragazza scomparsa insieme all'ex fidanzato e poi ritrovata morta una settimana dopo, ha riacceso il dibattito sui femminicidi e sulla necessità di un'educazione ai sentimenti.
Lilli Gruber, la frase sul patriarcato che ha fatto arrabbiare Meloni"Sono d'accordo sul fatto che siamo di fronte a qualcosa di orribile, di terrificante, di spaventoso e mi ha anche molto emozionato l'azione dei ragazzi, un memento per le vecchie generazioni affinché aiutino le nuove a non cadere nel baratro": questa la premessa di Francesco Specchia. Poi la firma di Libero è andata dritta alla questione: "Nel caso di Piccolo, io credo che ci sia una sorta di estremismo del patriarcato. C'è anche un patriarcato buono", ha detto.
Filippo Turetta, il criminologo smonta i teoremi: "Certe risposte servono solo a noi""Non mi sento di sottoscrivere quello che dice Piccolo perché il complesso di colpa va benissimo, ma dobbiamo sempre rimanere con i piedi per terra. La responsabilità penale è sempre personale. Non mi sento di dover chiedere scusa nei confronti dell'altro sesso perché credo di aver educato i miei figli al rispetto, soprattutto delle donne", ha continuato il giornalista. Il punto, secondo Specchia, è che fare di una vicenda di cronaca un tema politico è un errore: "Vanno bene le manifestazioni purché non siano strumentalizzate. Il mio timore è che si tenda a fare di tutta l'erba un fascio e di prendere la situazione di Giulia e di trasformarla in un qualcosa di politico", ha concluso.
