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governo in bilico

Guido Crosetto smaschera Conte: "Aprire la crisi? Colpo di genio". M5s si sfila prima della catastrofe epocale

Salario minimo, riduzione del cuneo fiscale, interventi "corposi" contro caro bollette e inflazione, grande patto sociale per la crescita: Giuseppe Conte si aspettava un segnale chiaro da Mario Draghi. E il segnale c'è stato. L'incontro di questa mattina con i sindacati, ha spiegato il premier in conferenza stampa, è andato "esattamente nella direzione" della lettera in 9 punti con le richieste del Movimento 5 Stelle, "molti convergenti con l'agenda di governo". Una mano tesa verso il suo predecessore a Palazzo Chigi, alle prese con il pressing della base e dell'ala più oltranzista dei parlamentari per uscire dall'esecutivo. Il banco di prova adesso sarà giovedì al Senato dove è in programma il voto sul dl Aiuti. A Palazzo Madama non esiste il voto disgiunto, quindi i 5 Stelle non potranno replicare lo schema seguito alla Camera (sì alla fiducia e astensione sul provvedimento).

Quello che hanno fatto durante il voto sul dl Aiuti - agitando la crisi di governo - secondo Guido Crosetto resta imperdonabile. L'ex fratello d'Italia nonché fondatore del partito guidato da Giorgia Meloni fa a pezzi il leader del MoVimento. Giuseppe Conte. "Aprire la crisi nel momento peggiore - denuncia - poco prima di una catastrofe economica epocale, lasciandogli la possibilità di andarsene addossando la responsabilità ad altri e di poter dire 'vedete cosa è accaduto dopo di me', è un colpo di genio che poteva solo riuscire a Conte & C". 

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