Ci facciamo prendere in giro dal terrorista di Modena e intanto i Fratelli Musulmani guadagnano terreno
Ma sì, facciamoci anche prendere in giro da Salim El Koudri e dal suo avvocato «islamicamente corretto». Volete l’ultima favoletta? Eccola qua, attraverso le parole del terrorista riferite dal suo legale: «Io sono italiano e i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici per farmi studiare e io dovevo fare qualcosa, realizzarmi, perché loro hanno fatto sacrifici, perché loro sono stranieri, lo sai?».
Eh certo, perché se sei di seconda generazione e non riesci a integrarti, la prima cosa da fare è prendere un’auto e travolgere una dozzina di persone, portandoti appresso anche un coltello per finire il lavoretto. Ma vi rendete conto?
E vi siete accorti di come le televisioni, mentre ci hanno trasmesso non so se ventisette o trentadue interviste del grillino Carotenuto reduce della Flotilla, siano state stranamente avare di attenzione per i feriti di Modena? Chi ha perso le gambe non avrà un’altra possibilità, ma la cosa pare importare meno.
Intanto leggete Il Tempo di oggi e capirete perché ieri abbiamo lanciato la proposta della messa al bando della Fratellanza Musulmana (ipotesi praticabilissima, come vi spiega Alessandro Bertoldi). Diciamolo con estrema chiarezza: essendoci in giro un notevole numero di islamici radicalizzati e una massa ancora più grande di sbandati e non integrati, c’è un’organizzazione che lavora strategicamente - con mezzi e risorse immense - per offrire la prospettiva di un indottrinamento attivo, con le conseguenze che immaginiamo.
La Fratellanza ha l’obiettivo di infiltrare il tessuto delle nostre società, di sovvertire i nostri princìpi e valori, e in ultima analisi di ferirci e sconfiggerci. Già in America (non a caso Donald Trump l’ha saggiamente messa al bando con un ordine esecutivo) la Fratellanza ha pompato miliardi di dollari nell’istruzione superiore. I risultati li vediamo: con pezzi di nuove generazioni manipolati e influenzati, immersi in un inquietante conformismo pro-Islam. Curioso, no? Tutti teoricamente per i diritti delle donne, per il rispetto delle diversità sessuali (ottime cose): e però - ecco il cortocircuito - tutti a favore di regimi che praticano la segregazione delle donne e la persecuzione degli omosessuali.
Ma non perdiamo il filo. Gli schemi di finanziamento (palese e occulto) e le strategie finanziarie della Fratellanza sono articolati (ve li illustra Francesca Musacchio), ma l’obiettivo di fondo è chiaro: veicolare l’antisemitismo, sdoganare (travestite da pensiero «critico» e «antiestablishment») teorie anti-occidentali, combinare attività legali e illegali, influenzare i media, e in ultima analisi infiltrare la politica.
Toccherebbe proprio ai partiti e ai movimenti di sinistra (destinatari naturali di queste «attenzioni») alzare una barriera per proteggersi. E invece no: i movimenti progressisti, ambientalisti e di sinistra si sono rivelati totalmente vulnerabili rispetto a questo tipo di penetrazione. Pensavano di usarla a fini elettorali (il che può anche essere vero all’inizio del «gioco»), e invece ne sono stati e ne sono ancora utilizzati. Rappresentano il cavallo di Troia di un progetto di sottomissione. Che va fermato.
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