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Finito il tempo degli indugi: perché la Fratellanza Musulmana merita di essere vietata

Alessandro Bertoldi
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]l Tempo è tra i pochi quotidiani che sta spiegando perché quello di sabato scorso a Modena sia stato un attentato terroristico islamista. Le modalità dell’attacco, l’odio verso di noi, l’Occidente e le sue radici cristiane sono chiare e palesi nella condotta del criminale che ha investito con la sua auto le persone in strada. In giro è pieno di persone affette da problemi psichiatrici, anche più gravi, ma nessuno prima d’ora aveva messo in atto un attacco con le stesse modalità di quello di Modena. Le stesse che abbiamo visto decine di volte a Gerusalemme, ai mercatini di Natale in Germania, sulla Promenade di Nizza e in altre occasioni. Nessuno che abbia commesso crimini, anche brutali, contro qualcuno aveva tentato di uccidere indiscriminatamente dopo aver inviato mail come quelle che il ragazzo di origini marocchine aveva mandato alla sua università, insultando Gesù e i cristiani ed esprimendo tutto il suo disagio e odio verso di noi.

È scomodo, a destra come a sinistra, doverlo riconoscere, per ragioni diverse, ma questa è la realtà e ora, sempre grazie al nostro giornale, stanno emergendo notizie di altri potenziali soggetti simili. Si tratta di quelli più facilmente identificabili, poiché in cerca di affiliazione a organizzazioni terroristiche vere e proprie come l’Isis. Il lavoro delle Forze dell’ordine in questo ambito è inappuntabile: le nostre sono tra le migliori al mondo, ma il limite esiste ed è quello legato all’impossibilità di identificare i cosiddetti “lupi solitari”. Sono coloro che non hanno necessità di essere parte o sentirsi vicini a un’organizzazione terroristica per colpire; sono quelli a cui basta l’ideologia o l’ispirazione per farlo.

Ecco che quindi il fenomeno va compreso e contrastato alla radice: chi alimenta tutto questo sul piano ideologico è la Fratellanza Musulmana. Quel movimento politico-religioso transnazionale nato nel 1928 in Egitto con l’obiettivo di promuovere l’Islam politico, islamizzare gradualmente la società usando un doppio linguaggio. Vuole mostrarsi moderato ai nostri occhi, ma in realtà promuove radicalismo e terrorismo, in Occidente soprattutto cibandosi del disagio dei musulmani, stranieri naturalizzati di seconda o terza generazione. Coloro i quali faticano a sentirsi parte di una comunità specifica: questa leva fa sì che sia la Fratellanza Musulmana a fornire loro una chiara identità, quella dell’Islam politico.

Ecco che è giunto il momento di fare quello che avremmo dovuto fare da tempo: bandire la Fratellanza Musulmana, metterla fuori legge alla stregua delle altre organizzazioni terroristiche. Il linguaggio più furbo e subdolo, apparentemente moderato, non la rende diversa. Vi sono gli elementi formali, giuridici e i precedenti per farlo velocemente, persino in pochi giorni, con una legge o con un decreto.

Questi sono i Paesi che hanno bandito la Fratellanza totalmente o parzialmente: Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Giordania, Russia, Siria, Austria, Argentina, Kenya, Germania, Stati Uniti, Libia, Tagikistan, Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Il paradosso è che, tra questi 17 Paesi, ben 11 sono Paesi totalmente musulmani e soltanto 4 occidentali, dei quali 2 fanno parte dell’Unione europea. Gli arabi non sono di certo tacciabili di razzismo o discriminazione verso i musulmani, eppure l’hanno fatto, perché l’obiettivo di questo movimento è la destabilizzazione e la sconfitta delle forme di governo secolari, per l’instaurazione di regimi islamici basati solo sulla Sharia. Semplicemente basta copiare chi ha già approvato il ban: è il momento che l’Europa e soprattutto l’Italia si sveglino e lo facciano, subito, prima che sia tardi.
 

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