Capezzone: c'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…
Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a quel grande magistrato cose da lui mai dette né pensate. Scena due. Il procuratore Gratteri si ripresenta in un'altra tv e, in scioltezza, qualifica come mafiosi e massoni deviati i sostenitori del Sì al referendum. La cosa è stata poco notata: ma (guarda che «cultura della giurisdizione»…), una volta presa la rincorsa, il magistrato mette nel mazzo dei cattivi per il Sì anche «gli imputati e gli indagati», cioè cittadini da considerare innocenti secondo quella Costituzione che proprio lui e i suoi colleghi brandiscono.
Scena tre. Sempre in tv il procuratore Gratteri, riferendosi ai commenti social critici nei suoi confronti, ha pronunciato parole sconcertanti: «Basta che lei vada sui social e vede le persone che scrivono sotto. (…) Ci sono persone per bene, ci sono pregiudicati, ci sono parenti di pregiudicati, c'è di tutto. (…) Ma questo è niente: poi vediamo più avanti se serve altro». Ah sì? Che vuol dire «altro»? Che facciamo (interpreto io sperando di aver capito male), organizziamo una bella indagine a carico di chi sui social osi pronunciarsi per il Sì? E infine, scena quattro. Interpellato dal quotidiano Il Foglio, dice soavemente: «Tanto, dopo il referendum con voi faremo i conti».
Purtroppo non si tratta di diaboliche manipolazioni dell'intelligenza artificiale, ma delle parole di un procuratore che può chiedere – come si sa – di privare noi cittadini della libertà. Provate a immaginare cosa sarebbe successo se la metà di queste cose le avesse dette un ministro del governo Meloni. Avremmo già manifestazioni di piazza, maratone televisive (a reti unificate), mobilitazioni antifasciste, e un paio di campioni a scelta (un grillino a caso, o un Sigfrido Ranucci, o un altro teletribuno a piacere) appesi ai lampadari come Tarzan per organizzare il contrattacco. Ma, trattandosi di Gratteri, tutti zitti. Hanno finito i giga sul telefonino e non possono twittare? O forse hanno il corso di pilates che li tiene impegnati? Chissà.
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