Smontare il sogno della sinistra di "arruolare" Mattarella nel fronte del No. Nervi saldi e focus su malagiustizia
Il giochino sporco della sinistra l’hanno capito tutti, tranne qualche inconsapevole e involontario «collaborazionista» mediatico di destra, che c’è cascato con tutte le scarpe.
Qual è l’obiettivo dei compagni? Per un verso, trasformare il referendum in un muro contro muro tra destra e sinistra: con ciò rendendo difficile alle persone di sinistra favorevoli alla riforma (e ce ne sono tantissime) di votare Sì. Lo schema è quello di demonizzare e perfino «fascistizzare» i progressisti pro riforma, inducendoli alla paura e all’allineamento coatto al No comandato da Schlein. Pena la scomunica.
Referendum, disarticolare gli avversari e non compattarli. E su Mattarella…
Per altro verso, l’obiettivo ancora più grossolano è quello di strumentalizzare e torcere a proprio vantaggio le parole del Capo dello Stato, arruolando maldestramente il Colle nel Comitato del No. Cosa cercano i sinistri? Elementare, Watson: un fallo di reazione a destra, per poter dire che la destra aggredisce il Colle. E alimentare così un mese di fuochi d’artificio mediatici. Figurarsi, sono maestri di questi trucchetti.
Ecco: questi miserabili espedienti vanno impediti e smascherati. Poi ci sarà modo e tempo (ma non in queste quattro settimane) di discutere con serenità anche delle parole del Capo dello Stato, che possono essere condivise per alcuni versi o criticate per altri. Ma non è questo il momento, né giova al centrodestra aprire oggi un dibattito del genere.
Mattarella chiede di abbassare i toni E la sinistra lo tira per la giacca
Invece, occorre mantenere i nervi ben saldi e continuare a raccontare storie di malagiustizia. Sono quelle che indignano i cittadini, che li fanno riflettere, e che - mi auguro - li indurranno a mobilitarsi per votare Sì.
Sul Tempo anche stamattina trovate alcuni racconti da mani nei capelli. Leggeteli e fateli conoscere ai vostri amici. Ve ne saranno grati.
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