Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
l’editoriale del direttore

Il 2022 ci lascia profonde radici di concretezza e speranza

Neppure quest'anno Babbo Natale è riuscito a ripulire Roma dai rifiuti. E per quanto sappiamo che né lui né i miracoli esistano, continuiamo ad aggrapparci alle speranze che per il 2023 (e fino almeno al 2025) rispondono finalmente a qualcosa di concreto: termovalorizzatore. Se il 2022 ci ha lasciato qualcosa credo sia proprio il superamento della generica speranza. Siamo tornati a sperare (e quindi a credere) in atti e azioni concrete. Guardiamo all'Ucraina, a questo conflitto iniziato il 24 febbraio che per mesi ci ha spinto tutti a invocare una pace senza sapere però da chi e come poterla perseguire. Persino l'Onu si è colpevolmente mossa con diverse settimane di ritardo. Ora - purtroppo a quasi ormai un anno dall'invasione di Putin possiamo confidare (tra l'altro) nel ruolo della Cina e in un impegno non più scomposto della diplomazia internazionale. Guardiamo poi all'Europa, che non ha più il volto di un'entità cui obbedire passivamente limitandoci a nutrire la speranza di clemenza nei nostri confronti ma è ridimensionata a ciò che deve essere: un interlocutore al quale far presente le proprie istanze confidando che vengano comprese e accolte.

Burocrazia, giustizia, fisco e blocco navale: le priorità nel 2023 di Meloni

Persino il Pnrr - fino a poco fa spacciato come sacrale e intoccabile tabù - è diventato oggetto di dialogo. Ritrattabile. Certo è stato necessario farsi valere. Come sulla gestione dei migranti. Quegli accordi di ridistribuzione tra Paesi Ue mai rispettati che lasciavano all'Italia l'onere di accogliere e tenere chiunque arrivasse. Il problema è lontano dall'essere risolto ma almeno è stato ripristinato un principio di equità. Abbiamo iniziato a porre radici, in questo 2022. O, meglio, negli ultimi mesi dell'anno che stasera salutiamo. Innegabile quanto sia stata netta e profonda e per alcuni aspetti rivoluzionaria la vittoria del centrodestra e la nascita dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Perché dopo tredici anni abbiamo un Governo politico espressione del voto popolare. Poi perché questo esecutivo ha una visione chiara del Paese di domani e pianifica azioni sul medio-lungo termine in modo chiaro e netto, disinteressandosi dell'opinione e dei giudizi generalizzati e generici ma prendendosi le proprie responsabilità: sceglie, decide, agisce. Confidando che i risultati siano quelli previsti e sperati.

Senaldi inchioda Speranza: "Di cosa ha convinto gli italiani, e ora..."

Da correggere - lo vediamo quotidianamente - c'è molto. La manovra approvata appena due giorni fa - criticata su aspetti risibili come i limiti all'uso dei Pos - ha due pregi: non ha creato deficit - nessun nuovo debito - e ha stanziato quasi due terzi dei fondi disponibili (20 miliardi) per il caro bollette. Ma guardando all'andamento dei prezzi delle risorse energetiche - in netta e costante diminuzione - è possibile immaginare che possano essere in parte reimpiegati. Radici appunto. Come sul Reddito di cittadinanza: ridurne la durata, comprimerne limiti e confini, è l'inizio per ripristinare il valore e la dignità del lavoro, cancellando l'orribile insegnamento dell'assistenzialismo generalizzato. C'è e ci sarà ancora molto. Perché, come detto, possiamo sperare in qualcosa di concreto. Anche il Covid fa meno paura. E le previsioni nefaste per l'Italia espresse da chiunque quando la scorsa estate cadde l'esecutivo guidato da Mario Draghi sono rimaste parole e propaganda strumentale. Del 2022 si potrebbe ricordare molto nel salutarlo ma preferisco considerare ciò che di lui porteremo con noi da domani. Quelle radici che, per quanto fragili, sbocceranno se sapremo curarle con costanza e onestà intellettuale.

Omnibus, Fusani fa la morale a Meloni: “Bravissima in conferenza, ma…”

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.