Una Breast Unit è un’unità specialistica multifunzionale nella quale operano e collaborano tutte le strutture e i servizi che concorrono all’assistenza delle pazienti con una patologia mammaria in tutte le fasi del percorso ospedaliero: dalla diagnosi alla terapia sino al follow-up.L’approccio multidisciplinare per prendersi cura della paziente nella sua complessità è garantito dalla costante interazione tra specialisti afferenti a diversi ambiti della medicina: medico oncologo, chirurgo, radioterapista, riabilitatore, psicologo, genetista, chirurgo plastico, radiologo, patologo ed infermiere. Ma a chi si rivolge una Breast Unit? Lo abbiamo chiesto al Dott. Gianluca Fogazzi, Responsabile dell’U.O. di Oncologia dell’Istituto Clinico S. Anna.
“Un centro multidisciplinare specializzato nella cura e nella prevenzione del tumore al seno si rivolge principalmente a chi presenta una neoplasia della mammella in stadio iniziale, a donne affette da tumore al seno in stadio avanzato o metastatico e a chi non ha tumore al seno, ma è ad alto rischio ereditario e non è già inserita in un programma di diagnosi precoce”.
L’Istituto Clinico S. Anna è stato tra i primi centri in Italia a ottenere la certificazione Eusoma per lo screening mammografico. A quando risale questo importante riconoscimento?
“La Breast Unit dell’Istituto Clinico S. Anna di Brescia, diretta dal Dott. Fabrizio Palmieri, si è costituita in modo spontaneo già nel 2012 per poi ricevere, tre anni più tardi, la certificazione Eusoma (European Society of Breast Cancer Specialists). Da sempre si contraddistingue per la qualità dei percorsi di cura proposti e per l’elevata efficienza e la qualità del servizio di radiologia senologica”.
Dal 2015 la Breast Unit di via del Franzone ha consolidato processi organizzativi, competenze multidisciplinari e standard clinici, raggiungendo risultati riconosciuti...
“Riuscire a garantire un accesso rapido agli approfondimenti diagnostici e un percorso di screening tempestivo, sicuro e centrato sulla donna, offrendo alla paziente soluzioni ad ogni evenienza, gratifica molto. L’elevata efficienza e la qualità raggiunta dal servizio di radiologia senologica - elementi necessari per rientrare ogni anno nei parametri richiesti da Eusoma - mira proprio a garantire un’assistenza a 360° in cui la donna non deve far altro che farsi assistere”.
Quali sono gli elementi caratterizzanti di questa unità specialistica multifunzionale?
“Il motore della nostra Breast Unit è certamente il lavoro in team: tutti gli specialisti che gravitano attorno alla salute della donna, da quelli afferenti all’ambito tecnico-diagnostico a quelli dell’area medica, chirurgica e oncologica, partecipano attivamente ad un costruttivo confronto per stabilire il percorso di cura più adeguato. Un approccio, questo, che assicura sin da subito una presa in carico a 360° delle pazienti con un supporto psiconcologico fondamentale in questi casi non solo in termini di cura ma anche di qualità della vita. Un altro aspetto caratterizzante è rappresentato dal lavoro delle nostre Breast Care Nurses, che svolgono un lavoro infermieristico di coordinamento davvero molto prezioso per prendere per mano le nostre pazienti e per accompagnarle, passo dopo passo, lungo il processo di cura, dalla diagnosi passando dal trattamento sino al follow up”.
La nascita delle Breast Unit ha certamente contribuito ad una presa in carico globale delle pazienti ma ha favorito anche un più abituale e costruttivo confronto tra specialisti di diversi ambiti, non è così?
“Ogni specialista mette a disposizione la propria esperienza nel confronto con gli altri colleghi e questo porta con sé non solo un arricchimento in termini professionali ma anche l’ideazione di un piano terapeutico mirato e studiato in relazione alle esigenze cliniche di ogni paziente”.
A 12 anni dalla loro istituzione, quanto è cresciuto il tasso di sopravvivenza per le donne che si sono rivolte ad una Breast Unit rispetto ad una struttura non specializzata?
“Molteplici studi scientifici hanno acclarato l’importanza di centri specializzati preposti alla cura dei più comuni tumori femminili. Dati di letteratura internazionale mostrano un incoraggiante 18% in più di possibilità di sopravvivere. Un dato importante che certifica la qualità dei programmi di cura sino ad oggi intrapresi”.
