Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Hong Kong: studente italiano fuggito da Campus, 'uno scenario di guerra'

default_image

AdnKronos
  • a
  • a
  • a

Milano, 20 nov. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) - La sua valigia è ancora dentro il campus della Chinese University di Hong Kong. Matteo Scarpa, 23 anni, studente di Economia dell'Università Liuc di Castellanza (Milano), non sa se la rivedrà mai. E' uno dei pochissimi italiani testimoni della resistenza dei manifestanti di Hong Kong alla Chinese University, settimana scorsa. “Abbiamo visto tutto, avevamo paura”, racconta oggi all'Adnkronos. Tre giorni di guerriglia pura, che in questi ultimi giorni si è spostata al Politecnico, con una conta di oltre 1.100 arresti dall'inizio della protesta. Venerdì scorso, Matteo è tornato in Italia: due giorni prima, era stato caricato in tutta fretta su un'auto del Consolato italiano, portato lontano dal campus, in un albergo, e poi dritto verso l'aeroporto, da cui è rimpatriato. "Gli hongkongers si sono sempre comportati benissimo con noi internazionali. Anzi, vedendoci scappare ci hanno fermato per chiederci scusa per quello che stavano facendo, spiegandoci che stavano lottando per la loro libertà". Nei giorni dell'assedio della polizia alla Chinese University, lui era dentro l'università, tra i manifestanti schierati in difesa dell'edificio, e dal tetto dell'International Building, il suo dormitorio, insieme a pochi altri connazionali, ha visto tutto quello che stava succedendo. Ha visto i feriti e le ambulanze a sirene spiegate che sfrecciavano avanti e indietro all'interno del campus, passando sopra i campi d'atletica e da calcio. Un vero e proprio inferno. "Quando la polizia si ritirava, lo scenario era quello di una guerra, di un campo di battaglia. Marciapiedi distrutti per usarne i mattoni, resti di bottiglie e molotov per terra, caschi e maschere antigas ovunque".

Dai blog