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"Cento clandestini in paese di 80 persone": Salvini denuncia il caso in Abruzzo

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Intanto scoppia il caos nei cantieri per i lavoratori non regolarizzati

Alessandro Austini
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«Il governo non manda aiuti e risposte ai cittadini, ma in compenso è pronto a spedire un centinaio di immigrati in un paese di circa 80 anime come Carapelle Calvisio, in provincia dell'Aquila. È una follia! Conte, Pd, 5Stelle sono veloci a mandare a casa i boss e a spalancare i porti ai clandestini». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. E scoppia il caso dei cantieri. «In edilizia noi abbiamo, dati 2019, 400mila lavoratori irregolari, di cui 198mila migranti non comunitari, in particolare nordafricani e tantissimi dell'ex-Jugoslavia. Se questi lavoratori non vengono regolarizzati noi non possiamo neanche applicare i protocolli di sicurezza, e quindi neanche dargli banalmente quei dpi, le mascherine, il gel igienizzante, l'igienizzazione dei macchinari previsti. E così il rischio è di avere lo scoppio di focolai di Covid19 nei cantieri». È l'allarme che lancia il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi. «La regolarizzazione - prosegue - diventa anche uno strumento di tutela sanitaria, perchè il cantiere può diventare un focolaio. E c'è un rischio non solo per i lavoratori ma anche per i cittadini: la vecchietta che si fa rifare il bagno rischia di trovarsi davanti un lavoratore irregolare che non è stato formato sulle misure di sicurezza anti-Covid, non gli sono state date le mascherine, non sono stati sanificati gli strumenti, non sa che non deve utilizzare in maniera promiscua il martello e la sega. C'è proprio un tema di sicurezza sanitaria al di là del fatto che uno sia d'accordo o no a livello etico e morale».

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