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La quarantena di Nina Zilli: così canta la libertà e omaggia Guccini

"La mia è una quarantena d'amore e musica" aveva detto Nina Zilli cercando di guardare al "lato positivo di questo momento così difficile per Milano, per la Lombardia, per l'Italia e per il mondo intero". E a proposito di libertà e musica omaggia ancora Francesco Guccini e canta L'Avvelenata perché "mi sento libera anche tra quattro mura, perché la #libertá viene da dentro e ti fa volare lontano, anche senza muoverti" spiega la cantante. "Ho scelto questa canzone perché credo che sia una delle canzoni italiane più libere di tutte. Liberamente Guccini si leva tutti i sassolini dalle scarpe, dopo che #bertoncelli (un grandissimo critico musicale, che per altro ho richiesto per la scheda del mio primo disco...) aveva stroncato il suo disco, definendolo piegato alle logiche di mercato. Di risposta Francesco scrisse questo pezzo, per chiarire a tutti cosa fosse veramente il mestiere del cantautore e fanculo tutto il resto. Inutile dire che fecero pace e Bertoncelli cambiò idea. Perché solo gli stupidi non cambiano idea. Musica è libertà, di perdersi, di sbagliare, di fraintendere e anche di ritornare sui propri passi a volte. Mi sento libera anche tra quattro mura, perché la #libertá viene da dentro e ti fa volare lontano, anche senza muoverti. Spero che anche voi vi sentiate così e non vi facciate scoraggiare da questo periodo. Aprite la finestra e respirate. I've got nothing, i've got life cantava #ninasimone Ricordiamocelo".

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