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Salute, Apple rafforza la privacy

Il provvedimento in vista dell'imminente lancio del nuovo dispositivo indossabile

Giro di vite del Colosso di Cupertino sulla privacy delle app dedicate alla salute. Tutto questo accade proprio in vista del probabile arrivo di un dispositivo indossabile, forse l'iWatch. Fatto sta che per saperne di più sul nuovo gioiellino che si posiziona sul corpo bisognerà aspettare il 9 settembre. Apple, che a giugno ha lanciato la piattaforma Healthkit, chiede agli sviluppatori che lavorano sulle applicazioni correlate di non vendere le informazioni degli utenti a terze parti, per la pubblicità. Una decisione in linea con l'indagine avviata a maggio dai Garanti per la Privacy di diversi paesi europei, compresa l'Italia. Le nuove app per la salute possono raccogliere dati su pressione sanguigna degli utenti, battito cardiaco e statistiche relative a dieta ed esercizi. Informazioni biometriche che possono diventare una miniera d'oro per gli inserzionisti. Gli sviluppatori che vogliono agganciarsi con le loro app ad HealthKit devono sapere che "non possono vendere le informazioni raccolte sulla salute di un utente a piattaforme pubblicitarie, broker di dati e rivenditori di informazioni", è che è vietato "l'utilizzo per scopi diversi dalla fornitura di servizi sanitari o dedicati al fitness". Quest'ultimo punto si riferisce al fatto che Apple starebbe lavorando con diversi operatori sanitari affinché il personale medico sia pronto a leggere i dati clinici attraverso il nuovo sistema, circostanza utile in casi di emergenza. HealthKit dovrebbe essere messo a disposizione degli utenti con il nuovo sistema operativo di Apple, iOS8, il cui rilascio è previsto contestualmente al lancio del nuovo iPhone e con molta probabilita anche del tanto atteso iwatch.

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