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GUIDA MICHELIN

Due nuove stelle non fanno brillare Roma

Due nuove stelle non fanno brillare Roma

Un bicchiere pieno a metà: Roma non perde nessuna delle stelle Michelin, anzi ne conquista due, ma nel panorama nazionale la capitale continua a non essere una città che entusiasma i critici della famosa - e famigerata - Guida rossa francese che assegna i riconoscimenti ai migliori ristoranti. Le nuove stelle assegnate nel teatro municipale di Piacenza hanno comunque premiato la costanza e l’intuizione di due personaggi del panorama romano: il primo è lo chef Francesco Apreda, passato a maggio da un’esperienza ventennale all’Imàgo dell’hotel Hassler al nuovo Idylio del Pantheon Hotel, l’altro è Roberto Wirth, proprietario e General manager proprio dell’Hassler che ha puntato tutto sul giovane chef Andrea Antonini (romano di soli 27 anni) e si è visto riconfermare la stella. «Dire che sono felice è riduttivo - ha commentato Francesco Apreda - È ovvio che speravo in questo riconoscimento ma il tempo ridotto tra l’apertura di Idylio e l’uscita della Michelin non mi dava certezze. E quindi oggi sono doppiamente soddisfatto per il raggiungimento di questo traguardo». Soddisfatto anche il proprietario dell’Hassler: «Sono molto fiero di questo successo che condivido con tutta la squadra dell’Imàgo che, fin da subito, ha trovato la giusta sintonia con Andrea Antonini».
L’unico nuovo entrato nell’empireo delle tre stelle (in Italia sono in tutto 11) è «Enrico Bartolini al Mudec» di Milano (nella foto), mentre fa rumore la discesa di Gianfranco Vissani, solo due anni fa ancora «tristellato» per il suo ristorante a Baschi in Umbria, mentre quest’anno ne ha persa un’altra scendendo a una sola. La reazione è stata «vulcanica»: «Ma a questo punto ce le potevano togliere entrambe, no? - ha commentato con il Corriere della Sera - La Michelin è una vergogna italiana, un discorso solo commerciale. Aveva ragione Gualtiero Marchesi: ma da chi siamo giudicati? Per loro è un gioco, per noi no». In Italia sono 374 i ristoranti stellati, 328 quelli con una stella, 35 quelli con due. La regione che fa il pieno di nuove stelle è la Campania con ben sei ristoranti su trenta. Ecco tutti i nuovi stellati in Italia: Da Gorini di Gianluca Gorini di Bagno di Romagna, Agostino Iacobucci di Castel Maggiore a Bologna; Apostelstube di Mathias Bachmann a Bressanone; L’asinello di Senio Venturi a Castelnuovo Berardenga (Siena); Santa Elisabetta di Rocco De Santis a Firenze; Ana Karime Lopez Kondo di Gucci Osteria da Massimo Bottura a Firenze; Antonello Sardi di Virtuoso - Tenuta Le tre virtù a Scarperia/Lucignano (Firenze); Lunasia di Luca Landi a Viareggio; Petit Royal di Paolo Griffa a Courmayeur; Glicine di Giuseppe Stanzione ad Amalfi; Monzù di Luigi Lionetti a Capri; La Tuga di Adriano Dentoni Litta a Ischia; George Restaurant di Domenico Candela a Napoli; Il flauto di Pan di Lorenzo Montoro a Ravello; Jose Restautant di Domenico Iavarone a Torre del Greco; Idylio By Apreda di Francesco Apreda a Roma; Atelier di Giorgio Bartolucci a Domodossola; Fre di Bruno Melatti a Monforte d’Alba. Condividere di Federico Zanasi a Torino; Casamatta di Pietro Penna a Manduria; Memorie di Felix Lo Basso di Felice Lo Basso a Trani; Otto Geleng di Roberto Toro a Taormina; Zash di Giuseppe Raciti a Riposto Catania; Impronte di Cristian Fagone a Bergamo; L’aria di Vincenzo Guarini a Blevio Como; Villa Nanni di Alessandro proietti Refrigeri a Stradella; L’Alchimia di Davide Puleio Milano; It Milano di Aldo Ritrovato a Milano; Storie d’amore di Davide Filippetto a Borgoricco Padova.

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