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Sanità, Giuliano (UGL): “Dirigenza delle professioni sanitarie, la sentenza del TAR Lombardia apre una strada importante. Ora basta preclusioni”

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«La sentenza del TAR Lombardia – Brescia n. 1174/2026 rappresenta un passaggio di grande rilievo per il riconoscimento pieno della dirigenza delle professioni sanitarie e, in particolare, per quella infermieristica. Viene affermato un principio che UGL Salute sostiene da tempo: gli incarichi di struttura complessa non possono essere considerati, in via automatica, appannaggio esclusivo della dirigenza medica». Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute, commentando la pronuncia con cui il TAR ha respinto il ricorso presentato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dagli Ordini provinciali dei medici lombardi contro una procedura dell’ATS che consentiva la partecipazione anche ai dirigenti delle professioni sanitarie.

«Il valore della pronuncia – prosegue Giuliano – risiede nel riconoscimento della necessità di valutare le funzioni concrete della struttura e le competenze richieste, senza introdurre preclusioni basate esclusivamente sull’appartenenza professionale. Quando le attività sono caratterizzate da funzioni gestionali, organizzative, programmatorie e di prevenzione, non vi è ragione per escludere a priori dirigenti delle professioni sanitarie in possesso dei requisiti».

Per UGL Salute si tratta di un ulteriore passo verso una valorizzazione effettiva delle competenze maturate negli anni da migliaia di professionisti sanitari. «Per troppo tempo – sottolinea il Segretario Nazionale – abbiamo assistito a una distanza tra il riconoscimento formale della dirigenza delle professioni sanitarie e le concrete opportunità di carriera. Infermieri, professionisti della riabilitazione, delle professioni tecnico-sanitarie, della prevenzione e ostetriche hanno assunto responsabilità sempre maggiori all’interno del Servizio sanitario nazionale. È arrivato il momento che questa evoluzione trovi piena corrispondenza anche nell'organizzazione delle strutture e nell'accesso agli incarichi dirigenziali».

UGL Salute ritiene tuttavia necessario evitare interpretazioni estensive della pronuncia: non si tratta di stabilire una contrapposizione tra professioni sanitarie e professione medica, ma di garantire che ogni incarico venga assegnato sulla base delle competenze effettivamente necessarie e dei requisiti previsti dalla legge e dai bandi. «Il SSN ha bisogno di collaborazione tra professioni, non di nuove divisioni – continua Giuliano –. La valorizzazione della dirigenza delle professioni sanitarie non sottrae ruolo alla dirigenza medica. Al contrario, consente di utilizzare al meglio competenze diverse e complementari, soprattutto in settori nei quali capacità organizzative, gestionali, assistenziali e programmatorie sono determinanti».

UGL Salute chiede quindi alle aziende e alle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale di verificare concretamente i propri modelli organizzativi e i requisiti delle procedure per gli incarichi di struttura, evitando esclusioni generalizzate non giustificate dalle effettive caratteristiche delle posizioni. «La sentenza del TAR Lombardia – conclude Giuliano – deve rappresentare un'occasione per aprire una nuova fase. Chiediamo che il principio della valorizzazione delle professioni sanitarie non rimanga sulla carta, ma diventi una realtà concreta nei percorsi di carriera. Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di responsabilità, competenze e professionalità: tutte devono poter essere riconosciute e messe nelle condizioni di contribuire alla sua crescita».

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