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Libera Italia, primo passo per il rilancio dell'economia. Casasco: "Serve l'autorizzazione unica"

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Roma - La crescita di un Paese passa anche dalla velocità con cui riesce a dare una risposta a chi vuole investire. Un’azienda che decide di costruire un nuovo stabilimento, ampliare una sede o avviare un’attività non può permettersi di programmare il futuro senza sapere quando finirà il percorso autorizzativo. E nemmeno un cittadino dovrebbe essere costretto a conoscere la geografia degli uffici pubblici per ottenere una risposta dallo Stato. È da questo punto che Forza Italia vuole far partire «Libera Italia», la campagna lanciata da Antonio Tajani contro il peso della burocrazia. Una battaglia che, nelle intenzioni del partito, non deve rimanere sul terreno degli slogan ma tradursi in una serie di interventi concreti. Il primo, secondo Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Economia, è chiaro: arrivare a un sistema di autorizzazione unica, con un interlocutore per chi presenta un progetto e una pubblica amministrazione che sia finalmente chiamata a coordinare i propri uffici. «Non possiamo chiedere a un imprenditore di diventare un pellegrino della pubblica amministrazione, passando da un ufficio all’altro, dal Comune all’Asl, dall’Arpa agli altri enti coinvolti, per ottenere una serie di autorizzazioni che possono richiedere mesi o addirittura anni - spiega Casasco -. Se vogliamo attrarre investimenti e creare lavoro dobbiamo cambiare completamente approccio: l’impresa deve avere una porta d’ingresso e deve essere la pubblica amministrazione a coordinare tutto il resto».

Il Comune, soprattutto nel caso degli investimenti produttivi, potrebbe diventare il punto di ingresso del procedimento. L’impresa presenta il progetto e da quel momento non deve più trasformarsi in una sorta di coordinatore degli uffici pubblici.

Il principio, però, non riguarda soltanto chi fa impresa. La stessa impostazione può essere applicata al rapporto quotidiano tra amministrazione e cittadini. Famiglie, professionisti, lavoratori e imprese hanno spesso davanti una macchina pubblica composta da livelli diversi e competenze distribuite tra Comuni, Province, Regioni, enti territoriali e organismi specializzati. La complessità interna della pubblica amministrazione non dovrebbe diventare un problema per chi le si rivolge.

«È una delle questioni sollevate con forza dal ministro Tajani nella campagna Libera Italia -continua Casasco -. Il segretario di Forza Italia ha indicato come obiettivo una pubblica amministrazione che smetta di chiedere ai cittadini informazioni che già possiede e che faccia dialogare le proprie banche dati. Il principio è semplice: un dato si comunica una volta sola e la Pa non può chiedere ai cittadini dati di cui è già in possesso. Il punto è particolarmente delicato quando in gioco ci sono investimenti industriali. Un’azienda che decide di mettere capitali su un territorio deve poter costruire un piano finanziario e pianificare la sostenibilità dei propri investimenti sapendo, almeno con ragionevole certezza, quali saranno i tempi necessari per ottenere i titoli autorizzativi».

Ecco perché la proposta dell’autorizzazione unica ha l’obiettivo di superare la sequenza infinita di pareri e la frammentazione delle autorizzazioni.

In questa prospettiva la burocrazia diventa una questione economica e sociale prima ancora che amministrativa.

“La semplificazione, però, non può essere affidata soltanto alla tecnologia - rimarca -. Un portale online non risolve un procedimento costruito male. Un modulo digitale rimane burocratico se dietro continua a esserci la stessa catena di passaggi, richieste e autorizzazioni. Per questo, nella sua visione, la riforma passa anche dalle persone che lavorano nella pubblica amministrazione. Dobbiamo investire sui giovani e incentivare talenti tecnologici, avendo il coraggio di affidare loro una parte importante della trasformazione dello Stato».

La sfida di «Libera Italia» parte quindi da una domanda molto concreta: quanto può crescere l’Italia se chi vuole investire non è più costretto a diventare una parte della burocrazia? Per Forza Italia, il primo passo è provare a dare una risposta altrettanto concreta: l’autorizzazione unica, un interlocutore riconoscibile, tempi certi e una pubblica amministrazione che smetta di chiedere al cittadino di fare il proprio lavoro di coordinamento.

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